Da FinanzaInChiaro di Giancarlo Marcotti

Il tentativo di limitare i danni è naufragato

Milano la peggiore d’Europa, colpa dei titoli bancari. Francoforte e Parigi perdono poco più di tre punti e mezzo, Londra “soltanto” due.

Però, a pensarci bene, non poteva andare altrimenti. Certo che dopo aver aperto con un forte ribasso, come nelle più scontate previsioni, l’aver visto risalire le quotazioni per un paio d’ore, devo dire la verità, mi ha illuso che si potessero limitare i cali.

Veder Wall Street perdere solo lo 0,6% ha acceso la speranza che, dopotutto, la vicenda greca potesse essere “metabolizzata” dal mercato.

Ma non è andata così, dopo le prime battute di Wall Street, che aveva cominciato meglio del previsto, il nostro indice di riferimento era risalito anche sopra quota 23.000 punti, ma poi non ha più avuto la forza per continuare.

Cos’è accaduto? Semplicemente agli investitori istituzionali ed i Fondi in particolare saranno arrivati ordini di vendita “a pioggia” che non potevano più “arginare” con la liquidità che certamente avevano accantonato nei giorni scorsi, e quindi … non gli è rimasta altra possibilità che … vendere.

Vendere cosa?

Le Banche, o meglio, siamo precisi, i titoli bancari che hanno affossato così il nostro Ftse Mib (-5,17%) occupando tutte le ultime posizioni nella classifica odierna delle performances.

Certo impressiona vedere Banca MPS (-10,24%), Ubi Banca  (-7,95%), BpM (-7,91%), Mediolanum (-7,26%), Unicredit (-7,12%), Banco Popolare (-6,73%), Mediobanca (-6,56%), Bper (-6,50%) ed Intesa Sanpaolo (-6,10%).

Ma d’altronde se togliamo World Duty Free (-0,50%), Ansaldo (-0,69%) e Pirelli (-1,23%),tutti gli altri titoli hanno lasciato sul terreno oltre due punti percentuali, significa così che chi aveva in mano qualcosa … lo ha venduto, senza andar troppo per il sottile.

Non ci resta che guardare con attenzione a Wall Street che in questo momento sta perdendo poco più di un punto percentuale, anche qui non si va troppo per il sottile, sul Dow Jones al momento nessun titolo è positivo, solo un paio sullo S&P100 e nemmeno un guadagno neppure sul Nasdaq100.

L’andazzo è quindi di una linearità impressionante, si vendono le azioni che si hanno in mano, tutte le varie analisi vengono lasciate a coloro che amano farle.

Un ottimo segnale arriverebbe da New York se al fixing i ribassi fossero contenuti entro il punto percentuale, non sarà facile però, perché, come già accaduto in Europa, negli ultimi minuti …

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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