Milano – Dopo un miglioramento improvviso durato il tempo di pochi minuti, il Ftse Mib torna a puntare di nuovo con decisione verso il basso, condizionato sempre dall’asta, ma in modo negativo. Se si guarda ai numeri dell’emissione, ci si rende conto infatti che i numeri non sono affatto positivi, e che anzi il rendimento del BTP indicizzato all’inflazione a scadenza decennale è balzato di ben 155 punti base.

RITORNA COSA’ L’ATTACCO ALL’ITALIA, SPREAD/BUND DI NUOVO IN RIALZO. – Dopo aver superato aver rallentato la corsa ed essere tornato sotto i 300 punti base, a 298, lo spread BTP/Bund risale di nuovo fino a 306 punti base, contro i 286 della chiusura di ieri della Borsa di Milano. Risalgono anche i rendimenti a 10 anni che, dopo essere scesi sotto il 5,7%, riaumentano al 5,724%.
Anche i cds accentuano i rialzi e si attestano ora a 281 punti base, sempre in aumento contro i 271 di ieri, mentre lo spread wsi/ita, ovvero il differenziale BTP/Treasury cresce a 274, contro i 265 di ieri.

Ad acuire le tensioni è anche la pubblicazione di un articolo sul Financial Times, che ha messo in evidenza come Deutsche Bank abbia ridotto l’esposizione sui titoli italiani di ben l’88%. La banca tedesca sta anche acquistando cds per tutelarsi dal rischio Italia.

DI NUOVO SELL OFF SUI BANCARI – Il riacuirsi dell’attacco speculativo si traduce in perdite di nuovo più forti per i titoli bancari: Unicredit cede ora il 4,22%, mentre Ubi Banca arretra del 4,81%, Banca Popolare di Milano perde più del 3%, mentre Intesa Sanpaolo incrementa le perdite e scende del 4,77%; MPS, dopo aver azzerato le perdite, cede l’1,44%, mentre Banco Popolare incrementa i cali (-3,84%). Tra i pochi titoli positivi, Impregilo che però dimezza i guadagni e sale del 2% circa, Fiat Industrial che sale ora di appena lo 0,16% – mentre Fiat mette a segno un calo superiore al 2%- e Luxottica (+1,02%). Giù anche gli altri finanziari e assicurativi come Fonsai (-3,42%) e Generali (-3,10%)

PIAZZA AFFARI RIMANE IL LISTINO PEGGIORE IN EUROPA. – Il Ftse Mib continua a cedere più delle altre borse europee, che fin da subito si sono adegiate alla performance negativa dei listini asiatici. I listini però incrementano ora le perdite, con Londra che cede lo 0,75%, Francoforte -0,94%, Parigi -1,13% e Madrid -1,90%.

IN EUROPA TIMORI SU DEBITO USA. -Protagonista sempre lo stallo delle trattative nel Congresso Usa per l’innalzamento del debito, che ha condizionato in negativo ieri il trend di Wall Street. A tal proposito, da segnalare che, guardando ai cds, gli Stati Uniti hanno sorpassato l’Italia e Unicredit riguardo alle scommesse di un default.

FMI IN DIFFICOLTA’.– Gli investitori hanno molto di cui preoccuparsi: oltre alla minaccia sempre più incombente di un default Usa, arriva la dichiarazione del nuovo numero uno del FMI Christine Lagarde, che ha ventilato la possibilità che l’istituto di Washington possa avere bisogno di maggiori risorse finanziare, dunque di una maggiore liquidità, per far fronte a possibili crisi nel sistema economico globale.

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RAPPORTO UNICREDIT: TITOLI DA SEGUIRE A PIAZZA AFFARI.

Fiat (EUR7,505): Focus su Fiat, che ieri pomeriggio ha comunicato i conti del secondo trimestre, archiviato con risultati superiori alle attese, ed ha rivisto al rialzo gli obiettivi sull’intero anno. La previsione sull’indebitamento a fine anno, però, ha deluso il mercato. Fiat stima che il mercato dell’auto italiano nel 2011 registrerà immatricolazioni pari a circa 1,8 milioni di unità, livello minimo dal 1996.

Attenzione rivolta anche a Cir, che ha ricevuto ieri il pagamento da parte di Fininvest di EUR564,2 mln, come stabilito dalla sentenza d’appellorelativa alla vicenda del Lodo Mondadori. Da segnalare inoltre Prelios, che ha chiuso il primo semestre con un risultato netto in pareggio ed ha confermato i target 2011.

Tra i titoli a minore capitaliazzazione, da monitorare Zucchi dopo che il Tribunale di Milano ha omologato l’accordo di ristrutturazione del debito bancario in base all’articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Tra gli altri titoli.

Telecom Italia (EUR0,888): è scaduto oggi alle 12 il termine per la presentazione delle domande di ammissione alla gara per le frequenze destinate alle reti mobili ad alta velocità (4G). A partecipare sono attesi tutti i big del settore come Telecom Italia, Vodafone, Wind e 3.

Cementir (EUR1,85): ha chiuso il primo semestre con una perdita netta digruppo pari a EUR8,6 mln dall’utile di EUR300.000 registrato nell’analogoperiodo del 2010.Gemina (EUR0,720): stima in circa EUR100,0 mln tra il 2011 e il 2014 le maggiori imposte che la controllata Aeroporti di Roma (Adr) dovrà versare allo Stato a causa della manovra da EUR47,97 mld approvata dal Parlamento il 15 luglio scorso.

RAPPORTO UNICREDIT: MACROECONOMIA

In Australia, l’indice dei prezzi al consumo nel secondo trimestre ha evidenziato una crescita trimestrale pari allo 0,9%. Il dato si raffronta al +1,6% del trimestre terminato a marzo. La lettura è superiore alle attese del mercato che preannunciavano un aumento congiunturale pari allo 0,8%. Su base annualizzata l’inflazione australiana si attesta al 3,6%, in rialzo rispetto al +3,3% registrato nel primo trimestre.

S&P’s valuta negativamente l’ipotesi di un innalzamento del tetto sul debito pubblico Usa per un periodo di qualche mese proposta dal presidente dei Repubblicani alla Camera John Boehner. Lo ha detto il responsabile dei rating sovrani David Beers. L’appello a democratici e repubblicani del presidenteBarack Obama per un compromesso è intanto caduto nel vuoto in Congresso, dove la due fazioni continuano a restare distanti.

RAPPORTO UNICREDIT: CAMBI E COMMODITIES

Sul mercato dei cambi, il dollaro si mantiene debole nei confronti delle principali controparti, con gli investitori che paventano, da un lato, l’ipotesi che gli Stati Uniti perdano la valutazione di ‘tripla A’ e, dall’altro, quella di interventi sul mercato dei cambi da parte delle autorità nipponiche, preoccupate dell’apprezzamento dello yen.

Gli operatori che guardano al differenziale tra tassi intensificano intanto le vendite di valuta Usa contro dollaro australiano dopo gli ultimi dati macro migliori della attese relativi all’inflazione che spingono la divisa di Sydney al nuovo record da 29 anni sulla controparte Usa, sopra il livello di 1,10.

Il cambio del dollaro sul franco svizzero ha rinnovato questa mattina i propri minimi storici sotto la soglia dei 0,80, mentre quello sullo yen è ai minimi da marzo a 77,65. L’euro scende comunque sul dollaro sotto la soglia degli $1,45.

Nuovi massimi storici intanto in mattinata per l’oro, che questa mattina ha oltrepassato il livello dei USD 1.625 per oncia, toccando il nuovo record assoluto.

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