«La morte del fratello viceministro Illanes, fa molto male, si tratta di un atto codardo… il sequestro, la tortura e la sua morte», con queste parole il presidente della Bolivia Evo Morales ha condannato l’assassinio del viceministro dell’Interno boliviano Rodolfo Illanes, avvenuto nella località Pandoro per mano dei cooperativisti del settore minerario che sono in protesta contro il governo.

 

Il viceministro degli Interni era stato inviato per promuovere il dialogo tra il governo ed i cooperativisti sul piede di guerra perché il presidente Evo Morales ha promulgato una legge che permette la formazione di sindacati in questo settore, secondo quanto riportato dall’emittente satellitare TeleSur.

L’agenzia di stampa boliviana ABI informa che secondo i risultati dell’autopsia svoltasi sul corpo martoriato del viceministro Illanos, la morte sarebbe avvenuta per emorragia cerebrale e toracica. Rodolfo Illanos è stato dapprima sequestrato, poi torturato e infine barbaramente ucciso. Il procuratore di La Paz, Edwin Blanco, ha affermato che il corpo del viceministro è stato ‘flagellato’ dai cooperativisti.

Evo Morales ha affermato che «i veri cooperativisti minerari sono stati ingannati da alcuni dirigenti (…) quando vi sono in ballo interessi politici, non si tratta di rivendicazioni sociali ma di politica». Il presidente boliviano ha poi invitato a individuare il prima possibile gli autori materiali e intellettuali di questo efferato delitto.

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