di Joel Bowman [1]

 

Azioni su. Oro giù. Bitcoin… mooolto in alto.

L’indice S&P 500 è andato oltre i 1,500 questa mattina. Le azioni non sono mai state così costose sin dal 2007… proprio prima che calassero di prezzo… per un bel po’ di tempo. L’oro, nel frattempo, è calato un po ‘ nonostante i banchieri centrali di tutto il mondo lo pungolassero promettendo di diluire il valore delle loro valute di carta.

E che dire di bitcoin? Aspettate… cos’è bitcoin?

E’ tutta speculazione, naturalmente; una pecora nera amata da anarchici, da buoni a nulla e da pazzi (il tipo di persone che non invitereste a prendere il tè con vostra suocera). Attrae il fascino del disadattato, dello strambo, dell’edonista eterodosso. In effetti, l’ideastessa di Bitcoin, una “cripto-moneta decentralizzata,” contiene un certo senso dell’ignoto… del disordine, della ribellione… forse anche della rivoluzione…

In parole povere, non può ottenere la fiducia dei membri educati della società. E questi sono solo alcuni dei motivi per cui ci piace così tanto!

Da quando abbiamo disonorato queste pagine menzionando quella cosa disonorevole, bitcoin è quadruplicato di prezzo… poi è sceso… poi è risorto, ancora una volta, come una Fenice, alimentato dalle ceneri fertili del dubbio e dello scetticismo.

In tema di valute informatiche, i professori si sono (come previsto) divisi ed anche gli economisti si dividono.

Anche il campo libertario sembra insicuro su quale posizione “ufficiale” adottare…

“Possiamo considerare bitcoin come una moneta? E’ vero? Possiamo considerarlo intellettualmente ‘valido‘?”

Che banda di accademici leccapiedi! Voi che criticate il mainstream per la sua cieca adesione a principi rigidamente arcaici. Voi che ammonite quelli della Ivy League per le loro teorie fragili, prive di dinamismo e mal equipaggiate nell’affrontare il mondo così com’è ecome cambia. Voi che siete infuriati per la concentrazione del potere, l’arroganza del controllo e la follia della pianificazione centrale.

Bene, allora… Ecco il vostro disadattato! Il campione del potere decentrato… il vostro catalizzatore per la diffusione democratica ed orizzontale di informazioni. E con esso, un prezzo… determinato dal libero mercato che professate di adorare. Qui, a portata di mano, avete un vero fallimento… oppure l’agente del cambiamento che stavate aspettando da tempo. Non avete altro da dire se non “Sì… ma rientra nei requisiti di denaro sonante enunciati da Aristotele”?

Ah, cazzate!

Siamo stati i primi a portarvi la notizia di questa moneta perdente un paio di anni fa, poco dopo che inizò ad essere nota sulle bacheche di Internet. La premessa sembrava attraente. Era – e lo è tuttora – una scommessa contro l’onniscienza dei banchieri centrali. La domanda di valuta si basa sull’arroganza dei Bernanke, degli Shirakawa, dei King, degli Stevens e dei Draghi del mondo.

“La domanda di una moneta di mercato totalmente libera è sorta a causa del triste stato dell’attuale ambiente monetario,” abbiamo scritto allora, un ambiente “in cui i governi di tutto il mondo svalutano sistematicamente il valore dei loro soldi in modo da pagare le varie promesse (che altrimenti non potrebbero mantenere) sociale-militari degli stati. L’inflazione risultante a volte viene indicata come una ‘tassa nascosta’ che si insinua nel mercato silenziosamente e insidiosamente, e ogni dollaro stampato corrompe il valore e l’integrità di ciascuna unità di moneta già in circolazione.”

Che cosa è cambiato in due anni sin da quando abbiamo scritto queste parole? I banchieri centrali hanno ammesso anche un solo errore? Sono stati rimproverati per la loro grave colpa – che siano criminali o cerebrolesi, o una combinazione dei due? Qualcuno è finito dietro le sbarre… o preso a calci nelle palle… per i suoi crimini contro il progresso e l’avanzamento umano?

Assolutamente no! In effetti, una popolazione morta cerebralmente ricerca di soluzioni proprio da quelli che l’hanno causata! Questi sono gli uomini, si badi bene, che hanno lavorato per mantenere in vita aziende che dovrebbero essere in decomposizione in pozze di catrame in modo che sarebbero potuti sbocciare altri agenti creativi al loro posto. La presenza di questi individui al tavolo delle soluzioni è un’offesa alla decenza.

Alla fine, bitcoin è una scommessa contro la moneta dello Stato; a favore di quella di libero mercato. E’ una scommessa che il commercio volontario, alla fine, supererà la forza e la coercizione delirante. E’ una scommessa che aumenta l’interesse intorno all’attuale conversazione sulla penombra del mercato “nero,” un’entità molto più complessa, molto più sfumata ed estremamente più interessante delle ciarle che distraggono gli zombie per un’ora o giù di lì mentre mangiano ogni sera.

Se bitcoin un domani finirà nella tomba – e può benissimo accadere – morirà al servizio del concetto che i sostenitori del libero mercato hanno da sempre invocato: non è compito di una commissione determinare il prezzo di un bene (compreso il denaro stesso)… o di uno stato o di un ente centrale o di una legge o di un editto.

Deve deciderlo il mercato. Oggi, il mercato dice che un bitcoin vale $19. Domani, forse varrà 19 centesimi… o $19k. Nessuno lo sa… e questo è esattamente il punto.

Saluti.
Traduzione per il Portico Dipinto a cura di Johnny Contanti.

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