Dal comunicato stampa della BCE sull’andamento delle grandezze monetarie, arriva l’ulteriore conferma della ripresa che non c’è: i prestiti alle famiglie sono la componente peggiore, nel paese più critico dell’eurozona, la Francia. Il commento via Zero Hedge 

Come sa bene chiunque abbia letto la nostra serie su “L’incubo monetario di Mario Draghi“, uno dei maggiori problemi che l’Europa deve affrontare è la creazione di credito: quasi 6 anni dopo il crollo di Lehman Brothers, il meccanismo di trasmissione monetaria, cioè la crescita finanziata dal credito, in Europa continua a funzionare malissimo, soprattutto a causa della mancanza di domanda di credito, che a sua volta significa che qualsiasi tentativo da parte di Draghi di sbloccare il canale monetario europeo tramite NIRP, QE, o quello che volete, è destinato a fallire. E spiega anche perché l’ultima espansione TLTRO, il nuovo piano di rifinanziamento a lungo termine lanciato dalla BCE (se ha mai realmente avuto luogo: richiama il programma OMT che ancora ufficialmente non esiste) non ha ottenuto e mai riuscirà a ottenere nulla per l’economia reale, ma invece di certo ha spinto il carry trade a livelli altissimi portando a minimi record tutti i rendimenti dei titoli periferici. 

 
Ahimè, l’aggiornamento di oggi della BCE sulla evoluzione monetaria nell’area dell’euro è stato desolato come sempre, con l’importantissima serie dei prestiti al settore privato ancora una volta in declino del 2,0% su base annuale, ancora peggio rispetto alla contrazione di aprile di -1,8%, guidata da un crollo dei prestiti alle famiglie di 43 miliardi di €. Questo è accaduto anche se l‘aggregato monetario M3, ormai in gran parte privo di senso,  è aumentato dell’ 1,0%, con un incremento rispetto alla variazione di aprile su base annua dello 0,7%.

In altre parole, l’Europa è in cattiva forma come quasi sempre, e la creazione di prestiti è in solo minima parte superiore al suo minimo storico del -2,3% della fine 2013. 
 
Ma questa è solo una parte della storia, quella parte che da tempo abbiamo detto che non cambierà fino a quando non vi sarà una marcata distruzione del debito in Europa, e fino a che i miliardi o giù di lì di crediti inesigibili parcheggiati presso le banche europee saranno in qualche modo alleggeriti. 
Ma le cose si fanno davvero critiche quando si guarda alle componenti effettive della contrazione.
Come spiega Goldman: 
“I prestiti bancari dell’Area Euro alle società non finanziarie (SNF) sono diminuiti di € 7,6 miliardi a maggio, dopo una contrazione nel mese di aprile di € 6,3 miliardi. Il credito è aumentato in Francia ed è diminuito in Spagna e in Italia, mentre è rimasto sostanzialmente invariato in Germania. […]”


Fin qui tutto bene. Ma 
ora arriva lparte risolutiva, la prova chequalsiasi cosa la BCE possa e voglia provare a fare, sarà un completo disastro: i prestiti alle famiglie sono diminuiti di € 42.8miliardi (il suo più grande calo mai registrato), dopo un aumento di € 5,1 miliardi nel mese di aprile. Questo andamentoè principalmente legato ai prestiti per l’acquisto di abitazioni (che non contano ai fini dell’assegnazione alle banche dei finanziamentiTLTRO, il nuovo piano di rifinanziamento a lungo termine lanciato dalla BCE) e riflette il volume delle vendite e i crediti cartolarizzati (se rettificati per questi valori, i prestiti alle famiglie salgono di € 3 miliardi, simile alla cifrdi aprile). 

 

 
 
Il declino (su dati non rettificati) si è verificato in Francia, il paese che finora ha evitato qualsiasi attacco del mercato legato alle sue disastrose politiche economiche. 

E non solo 
in Francia: il più grande calo dei prestiti alle società non finanziarie si è verificato in Italia e in Spagna, dove le dinamiche deiprestiti bancari restano deboli, con un ulteriore calo di € 5,1 miliardi e € 3.0 miliardi, rispettivamente (per dati destagionalizzati). I volumi degli impieghi sono rimasti all’incirca invariati in Germania, mentre c’è stato un aumento dei prestiti alle società non finanziarie di € 3,7 miliardi in Francia. Lo stock dei prestiti in essere ha subito una contrazione di oltre il 30% in Spagna e di oltre l’8% in Italia dal luglio 2011

 
 
In breve, non solo l’incubo di Draghi sta per riversarsi sul mondo reale – perché un totale crollo nella formazione dei prestiti alle famiglie nella seconda “migliore” economia d’Europa annuncia chiaramente una situazione incresciosa – ma il disastro BCE è solo in attesa di manifestarsi pienamente. Significa anche che come laBCE cercherà di calcolare prossimi passi da fare, resterà poi incapace di muoversi, a dimostrazione che le preoccupazioni dellaBRI sulla idiozia del banchiere centrale erano pienamente meritate, e ci aspettiamo che Francoforte lanci il QE nei prossimi mesi, anche se il settore privato europeo chiaramente non ha garanzie collaterali in eccesso che la BCE possa monetizzare, dato che la stragrande maggioranza del debito parcheggiato nelle varie banche europee è già dato in garanzia presso la BCE.

Certo, è solo quando si è alle strette e non 
si hanno strade davanti a sé che vengono prese le decisioni più idiote possibili. È per questo che non possiamo aspettare le reazioni della BCE a questi ultimi terribili dati standocene tranquilli sul divano con i popcorn in mano.
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