Riporto alla rinfusa, in “bel” disordine, una serie di documenti, che non hanno mai trovato ampio battage come meriterebbero. Il motivo è chiarissimo; essi dimostrano che la sedicente Europa Unita è nata dall’azione di uomini sempre venerati e rispettati come insigni europeisti, mentre hanno invece svenduto il nostro continente agli Stati Uniti. Per alcuni decenni – a causa dell’esistenza dell’Unione Sovietica, il cui ruolo decisivo nella seconda guerra mondiale non è mai stato riconosciuto come dovrebbe – parte dell’Europa non fu serva degli Usa (ma si deve ammettere che nemmeno fu entità autonoma e certo non vi fu “costruito il socialismo”). In ogni caso, l’Europa Unita è stata perseguita da coloro che sono stati ampiamente “foraggiati” dai dirigenti d’oltreatlantico. Questi ultimi hanno istituito il Tribunale di Norimberga per i crimini di guerra nazisti, ma avrebbero dovuto essi stessi subire un processo analogo per tutte le efferatezze compiute durante e dopo la guerra mondiale, fino ai giorni nostri. E continuano imperterriti a perpetrare i loro misfatti senza più alcun ritegno e privi ancora di un vero e decisivo antagonista.

In questi giorni, i massimi dirigenti di tre rilevanti paesi europei si sono trovati, guarda un po’, a Ventotene laddove, condannati al confino dal fascismo durante la guerra, i suddetti “padri dell’Europa” hanno stilato quel manifesto tanto osannato (come coloro che l’hanno scritto), che è in realtà un passo decisivo verso la svendita di ogni autonomia europea a favore del predominio statunitense. Così noi siamo divenuti servi dei nostri pretesi liberatori, che ci hanno invece occupato e ridotto a semplici dipendenti; e nemmeno di grande valore, non degni d’essere minimamente consultati (se non qualche volta pro forma) per ogni operazione di una qualche importanza posta in atto dai “padroni”.

L’unico che in Europa si sia distinto per un certo spirito di indipendenza nei confronti di tale insopportabile paese fu De Gaulle, cui si opposero sempre sia i filoamericani, i soliti “padri dell’Europa”, sia i comunisti europei “occidentali” che pur hanno, non so quanto sinceramente, riverito l’Urss per almeno 20-25 anni dopo la guerra. Poi anch’essi, dichiaratisi “eurocomunisti” (al seguito del PC italiano), sono di soppiatto diventati fautori della subordinazione agli Stati Uniti; e sono esplosi nell’aperto tradimento dopo il crollo “socialistico” e sovietico. Quest’Europa fa semplicemente schifo per il suo appiattimento sul paese predominante. Tuttavia, non basta predicare l’uscita dalla UE (e dall’euro). Bisogna appunto denunciare i padri “europeisti”, diffondere le prove del loro tradimento, sputtanarli definitivamente. E poi finalmente svoltare in direzione antiamericana.

Non trattando quel paese come fosse abitato da barbari. Mi dispiace, ma la cultura Usa (cinema, letteratura e altro ancora) non è affatto da disprezzare. Semplicemente, per motivi che gli storici non hanno ancora chiarito (e nemmeno lo ha fatto chi ha studiato che cos’è il capitalismo, per null’affatto un’unica formazione sociale da quando si è svolta la prima rivoluzione industriale), i gruppi dirigenti di quel paese hanno agito secondo metodi da devastatori e non si sono per nulla affatto dimostrati migliori di quelli che hanno condannato a morte appunto a Norimberga. Bisogna semplicemente opporsi a loro e trovare nuove alleanze che stabiliscano altri “equilibri” (cioè differenti squilibri) mondiali. E non ci serve per nulla l’azione degli organismi di una presunta unità europea. Saranno in effetti necessarie proprio riunioni come quella dei governi di Francia, Germania e Italia, paesi potenzialmente rilevanti nella nostra area. Solo che dovranno essere espressione di altre forze, oggi inesistenti, che scalzino dalle loro poltrone i servi riuniti a Ventotene. E questo luogo va dimenticato; così come quella dichiarazione che simboleggia la nostra dipendenza.

Di questo ci sarebbe estremo bisogno. Invece, siamo ancora nella vergogna e trascinati nel fango da dirigenti che meriterebbero un bel processo. Quando e se potrà verificarsi una decisiva svolta è impossibile saperlo. Nemmeno è sicuro che l’Europa sia in grado di risorgere dopo un secolo di decadenza e di tentativi chiaramente errati di rinascita come quelli compiuti da fascismo e nazismo. Sugli eventi del ‘900 occorrerà riflettere a lungo; e così pure sulle illusioni del comunismo e sul suo completo voltafaccia avvenuto in Europa (con centro nel nostro paese) già a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. E’ indispensabile un riesame storico, e un ancora più decisivo rivolgimento politico, che però non dovranno avere nulla a che vedere con quelli cui ci hanno abituato i degenerati politici e intellettuali in azione da settant’anni. E da venticinque abbiamo raggiunto ulteriori e indescrivibili livelli di abiezione!

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Di Gianfranco La Grassa
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