La Legge 108/1996 tutela i cittadini dal reato di usura criminale perpetrato dalle banche e dagli istituti di credito, il reato ha valenza sia nel civile, sia nel penale. Federcontribuenti: ”un braccio di ferro continuo con le banche e le finanziarie per far valere la legge e i diritti del correntista”. Anatocismo, usura bancaria e la possibilità di modificare i contratti in corso d’opera: reati in aumento. Attenzione al ”metodo alla francese”

La legge 108/1996 determina il tasso soglia, cioè, la misura matematica oltre la quale gli interessi diventano usurai ed estende il concetto di interesse passivo a qualsiasi tipo di guadagno percepito dalla banca a danno del correntista che si vede addebitare somme via via sempre maggiori: rapporti patologici che vedono il correntista impossibilitato a tornare in attivo. Nella determinazione del T.E.G. occorre inserire tutti i costi gravanti sul cliente.

In presenza di usura bancaria, l’art. 1815 secondo comma stabilisce, ‘‘se sono convenuti interessi usurai la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

L’art 118 t.u.b. consente alla banca di modificare le condizioni contrattuali precedentemente pattuite con il cliente, parliamo di un enorme beneficio per le banche che possono modificare a loro piacimento le clausole soprattutto di tipo economico. Per legge le modifiche contrattuali devono avere un giustificato motivo, nella pratica avviene sistematicamente e in ogni tipo di contratto tale prassi. Le banche hanno il potere come il forte incentivo a procedere alle modifiche sulle condizioni in un evidente e consolidato conflitto di interesse. Sta al correntista vigilare che niente a suo danno sia stato modificato perchè anche se le banche hanno l’obbligo di avvisare il cliente quasi mai lo fanno. Una volta accertato l’avvento di modifiche contrattuali non motivate o segnalate al cliente la banca valuta se accettare una mediazione o giocarsela in un’aula di tribunale con tempi e costi sempre sfavorevoli al cliente.

Altro aspetto da sottolineare e che sempre più viene attuato dalle banche per evitare ”scocciature” è di proporre al clientel’accredito sul conto di somme indebitamente tolte per calcoli anatocistici. In poche parole, appurato il pagamento di interessi sugli interessi, la banca, invece di rimborsare, accredita la somma che sarà a sua volta venduta al cliente.

Attenzioni ai mutui ”alla francese”.

Il 90% dei mutui concessi prevede un ammortamento alla francese, significa che la rata è composta da una quota di interessi e da una parte del capitale prestato. Metodo svantaggioso per il cliente che si troverà a pagare anticipatamente gli interessi sul capitale prestato e dove l’anatocismo vietato dal codice civile trova spazio e riparo.

Federcontribuenti: ”volendo ignorare che la Banca d’Italia è controllata da chi commette i reati sopra descritti, chiediamo alla stessa di dotare le Associazioni di un canale atto ad una rapida comunicazione per le segnalazioni su violazioni accertate. Demandare alla sola giurisprudenza, oggi unico strumento contro i gravi abusi, il compito di ristabilire diritti e doveri rende estramemente lungo l’iter risolutivo. La vigilanza della Banca di Italia risulta inefficace e spesso omertosa”.

Fonte:  http://www.federcontribuentinazionale.it/attenzione-allammortamento-alla-francese-anatocismo-usura-e-modifiche-contrattuali/
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