Perseverare è diabolico. La Corte dei Contil’ha demolito, l’Europa ha chiuso i rubinetti: eppure nei giorni scorsi è stato approvato ilprogetto definitivo del ponte di Messina.

Comporta maggiori spese pari a 2,2 miliardi di euro: all’incirca il 30% in più. A carico delle finanze pubbliche (cioè preso dalle nostre tasche) il 40% della spesa complessiva, che è di 8,5 miliardi. Il resto sarà sborsato da ancora fantomatici investitori privati, che rientreranno della spesa e otterranno profitto grazie ai pedaggi dei veicoli in transito sul ponte. Cioè: li prenderanno dalle nostre tasche, di nuovo.

Gli investimenti che io auspico sono ben diversi. La messa in sicurezza idrogeologica del territorio costerebbe meno e consentirebbe di risparmiare danni miliardari. Pari investimenti nell’efficienza energetica e nella coibentazione degli edifici consentirebbero di risparmiare sulle bollette e farebbero diminuire l’inquinamento. Eppure…

Il costo previsto del ponte di Messina è aumentato perchè nel progetto definitivo sono state aggiunti 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari ed opere varie.

Ad esempio, lo spostamento della nuova stazione di Messina da Maregrosso a Gazzi ed il conseguente allungamento della linea ferroviaria con circa tre chilometri in galleria.

Poi tre fermate ferroviarie in sotterraneo per realizzare un sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria; lo spostamento a monte del tracciato autostradale lato Sicilia in corrispondenza degli impianti sportivi della città universitaria in località Annunziata e una nuova area direzionale sul lato calabrese.

Ne sentivamo tutti la mancanza, niente da dire… Comunque la tabella di marcia prevede l’avvio della gara per reperire i finanziatori privati nel febbraio 2012, insieme al semaforo verde del Cipe. Nei mesi immediatamente successivi i progetti esecutivi e l’apertura deicantieri. Inaugurazione nel 2018.

Secondo il ministro Matteoli, il ponte porterà con sè 40.000 posti di lavoro. E adesso pensate a quante decine di migliaia di posti di lavoro verrebbero creati se, anzichè costruire un ponte, venisse attuata la miriade di interventi (molto meno costosi, oltretutto) per la sicurezza idrogeologica dello Stivale, o per l’efficienza energetica negli edifici pubblici e privati.

Oltretutto, l’ho già detto ma lo voglio sottolineare, investimenti di questo tipo consentirebbero futuri risparmi, mentre il ponte comporterà maggiori spese (sotto forma di pedaggio) per le tasche dei cittadini.

Agli ambientalisti viene attribuito un no preconcetto ad ogni forma di investimento. Balle. Ci sono investimenti utili a tutti, ed altri utili a chi apre i cantieri. Ed è questo il discriminante effettivo.

Su Trasporti Italia approvato il progetto definitivo del ponte di Messina

Su La Stampa il ponte che non c’è costa già due miliardi in più

Foto puffodrax

Fonte: http://blogeko.iljournal.it/2011/approvato-il-progetto-del-ponte-di-messina-costera-due-miliardi-in-piu/62954

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