Esiste un’idea che non è stata uccisa nella rivoluzione russa: ed è la circostanza della sopravvivenza di quell’idea che noi consideriamo come la causa fondamentale dello scacco subito dalla rivoluzione. Questa è l’idea della «politica». La sua essenza è che la politica — il partito politico; la lotta politica; il metodo politico (la conquista del potere); l’organizzazione politica (stato, governo); e così via — possa anzi debba essere la leva principale della rivoluzione sociale. Fu questa l’idea fondamentale che guidò la rivoluzione russa. E questa idea uccise la rivoluzione.
Perché? Che cos’è la politica?
Noi pensiamo che politica è l’agire entro un sistema d’istituzioni e di attività che dà agli uni (minoranza) il diritto formale e la facoltà materiale di sfruttare gli altri (maggioranza).
Se «la proprietà è un furto», la politica è la sanzione del furto.E se una rivoluzione si mette per la via della politica, se essa affida all’una o all’altra minoranza (qualunque sia la sua denominazione) il diritto e la facoltà di agire politicamente, essa permette con ciò a codesta minoranza di restaurare il sistema del furto (dello sfruttamento), di sanzionare nuovamente questo sistema. E allora la rivoluzione sociale è radiata dalla realtà.
Inevitabilmente, la politica riconduce la rivoluzione, socialmente parlando, al suo punto di partenza: alla ricostruzione, con nuovi personaggi e sotto nuovi nomi, della sostanza stessa del vecchio ordine di cose. È ciò che è avvenuto per la rivoluzione russa.
Questo risultato è chiaro per qualcuno fin da ora, alla fine dei primi dieci anni. Esso diverrà chiaro agli occhi di molti un po’ più tardi. Sarà una verità acquisita per tutti in un avvenire abbastanza vicino.
Allora i lavoratori comprenderanno che sola potrà «scuotere il mondo» una rivoluzione che elimini ogni politica, ed agisca esclusivamente con altri metodi, metodi di libertà, economici e sociali.Allora soltanto diverrà possibile una rivoluzione che effettivamente rimuoverà il mondo.
[La Lotta Umana, 3/12/1927]

FONTE: finimondo.org

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