Sono passati pochi giorni dall’anniversario della strage di Stato di Bologna e una vicenda di cronaca sportiva sposta l’attenzione su di un’altra strage di Stato avvenuta negli Uk. Il 15 aprile del 1989, allo stadio Hillsborough di Sheffield, alle 15.06 si fermava in eterno un altro orologio. In quel giorno, a quell’ora, morirono 96 persone. (1)

La polizia dello South Yorkshire, mentendo, attribuì la responsabilità delle 96 vittime ai tifosi del Liverpool. La tragedia venne strumentalizzata per orientare favorevolmente l’opinione pubblica britannica verso una stretta repressiva nei confronti degli “hooligan”, portata avanti dal governo dell’allora primo ministro Margaret Thatcher e avallata dalle conclusioni del rapporto Taylor.

Da nuove inchieste è emersa la responsabilità della Polizia di sua maestà. Quella strage, aprì in seguito a investimenti milionari per rinnovare gli stadi e alimentare il business del calcio.

In parte, quella tragedia spiega perché una società di calcio, il Manchester United, oggi possa permettersi di spendere 120 milioni di euro per un ragazzino francese che gioca a metà campo, innescando una girandola iper-inflattiva che investe le società di calcio italiane.

Non a caso Stefano Olivari sul Guerrin Sportivo sosteneva: Si può quindi dire che parte del successo della Premier League dipenda da una interpretazione strumentale di una tragedia vera. (2)

Sarebbe ora di dare un calcio al capitalismo, eppure la passione calcistica (postmoderna) giustifica la follia di spese indicibili. Burn in hell capitalism!

FONTE: Bella Ciao

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