di Il Faro sul Mondo

Amnesty International ha riferito che i “ribelli” siriani hanno commesso crimini di guerra nella città siriana di Aleppo, tramite attacchi indiscriminati, anche con armi chimiche.

Il gruppo per i diritti umani ha rilasciato giorni fa una dichiarazione dopo aver raccolto le prove dell’uccisione di decine di civili nel quartiere di Sheikh Maqsoud di Aleppo.

Gli attacchi “hanno mostrato un disprezzo vergognoso per la vita umana”, che “può costituire crimini di guerra”, ha dichiarato il vice direttore per il Medio Oriente del gruppo, Magdalena Mughrabi, aggiungendo: “Sparando indiscriminatamente contro i quartieri civili, i gruppi armati ‘ribelli’ hanno palesemente violato il principio di distinzione tra obiettivi civili e militari, una regola fondamentale del diritto internazionale umanitario”.

Amnesty ha dichiarato che le prove raccolte confermano l’uccisione di almeno 83 civili, tra cui 30 bambini, e altri 700 feriti, tra febbraio e aprile nella zona di Sheikh Maqsoud. “La comunità internazionale non deve chiudere un occhio sulla crescente evidenza di crimini di guerra da parte di gruppi armati della cosiddetta opposizione siriana”, ha affermato Mughrabi.

I due gruppi terroristici che hanno attaccato Sheikh Maqsoud – Ahrar al Sham e Jaysh al-Islam – hanno inviato i propri rappresentanti ai negoziati sul conflitto siriano, intermediati dalle Nazioni Unite a Ginevra.

Martedì scorso, la Gran Bretagna, la Francia, gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno bloccato la richiesta della Russia di aggiungere Ahrar al Sham e Jaysh al-Islam nella lista nera dei gruppi terroristici delle Nazioni Unite, e di escluderli dal processo di pace in Siria.

Il quartiere curdo di Aleppo è stato testimone di intensi combattimenti. La Turchia ha spesso sparato colpi di artiglieria contro le postazioni dei combattenti curdi ad Aleppo.

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