Da Appelloalpopolo di Tonguessy

Viviamo in un mondo altruista. In una società altruista. Tutti si danno da fare per migliorare questo mondo, e noi siamo chiamati a dare il nostro contributo. Platone diceva “la parte è in funzione del tutto, non il tutto in funzione della parte…non per te viene ad essere quella generazione, ma tu per il tutto”. Alcuni anni dopo JFK affermava: “non chiedere cosa il tuo Paese possa fare per te, chiediti cosa TU puoi fare per il tuo Paese.” La lotta di classe, in quest’ottica, è uno spiacevole inconveniente.

L’altruismo, l’attenzione per gli altri è una missione a cui nessuno si può sottrarre. Che l’altro abbia o meno voglia di essere aiutato diventa una questione secondaria. Che l’aiuto porti vantaggi all’altruista (soldi, prestigio, aura filantropica etc.), anche. Tutto ruota attorno al mito dell’uomo che fa dono di Sè per motivazioni “superiori” quali il Progresso, la Civiltà, il Bene, Dio, l’Umanità e così via.

Hegel chiamava tutto questo “delirio della presunzione”. La “Legge del Cuore” pretende l’altrui benessere, e tale sentimentalismo si rifà a Rousseau e agli eroi romantici. Il Guglielmo Tell di Schiller non è poi così diverso da Rambo, l’eroe della moderna cinematografia che sa sfidare e vincere i potenti malvagi. E’ l’esaltazione dell’individualismo altruista, di chi si fa carico delle pene del mondo e fa vincere il Bene sul Male.

In colui che si sacrifica per gli altri in realtà c’è la presunzione che il Bene abbia significato e valenza univoci e viene coniugato all’idea romantica del genio, individuo privilegiato e superiore che sa cogliere la vera essenza del reale, diversamente dalla massa che viene da lui liberata. Da Maria Maddalena a Violetta de La Traviata, la prostituta deve essere redenta. Non importa se lei, come in Bocca di rosa di De Andrè, abbia piacere a fare ciò che fa. Esiste un Bene che va onorato, e l’eroe romantico sa sacrificarsi per portare a compimento il dovere che si sente addosso.

Sparisce da questa visione salvifica tutta l’analisi sociologica ed antropologica delle cause e delle radici degli accadimenti umani, e resta solo la visione altruistica degli Universali, intesi come valori che l’umanità tutta condivide appieno indipendentente da etnia e cultura. Le difficoltà altrui nel riconoscere tali valori sono le missioni degli altruisti, che si fanno carico di educare quelle porzioni di umanità che a vario titolo sembrano ignorarli.

Gli altruisti si muovono per secondi fini. Si devono guadagnare il plauso popolare, un posto sicuro nell’aldilà, o semplicemente delle ricche prebende. L’eroe romantico, novello Narciso, si scaglia contro il Male mentre si rimira allo specchio compiacendosi per il Bene che,finalmente grazie a lui, può dominare incontrastato.

La prostituta finalmente diventerà donna pudica, Saddam e Osama non nuoceranno piu’ a nessuno, i diritti umani e la democrazia trionferanno in Afganistan e Libia e poi in tutto il mondo. Arriviamo così ai bombardamenti umanitari, alle operazioni belliche mascherate da peace keeping che sottendono l’idea di piegare le altrui volontà per il Bene dell’Umanità. Fu per il Bene dell’Umanità (non certo per sottrarre il petrolio o altri motivi economici) che venne invaso l’Iraq. Il demone Saddam aveva armi di distruzione di massa, una cosa che non si poteva certo tollerare. Gli altruisti tout-court (gli USA) si sono quindi incaricati dell’operazione. Poi c’è il caso Afganistan. In qualche caverna di quel paese si era rifugiato il nemico n°1 dell’Umanità: Osama Bin Laden. Ed inoltre le donne sono obbligate a portare il burqa, il che prova chiaramente quanto sia malata quella società retrograda. Due ottimi motivi per un intervento degli altruisti tout-court, che possono così neutralizzare un pericolosissimo terrorista mondiale in dialisi e ristabilire la dignità delle donne.

Ultimamente si è scoperto che anche in Libia esiste un pericoloso dittatore che va neutralizzato e, per garantire adeguata sicurezza ai civili vigliaccamente minacciati dalle sue truppe, si è pensato di ricorrere alle armi. Bombe intelligenti comandate da piloti di caccia altruisti (quale migliore esempio di altruismo? I militari ubbidiscono agli ordini del proprio comandante, portatore di Verita’ e Giustizia, e dimenticano la propria egoistica coscienza): l’intento è quello sacrosanto di salvaguardare la popolazione civile ed esportare la Democrazia, bene inalienabile per l’Umanità tutta.

Gli altruisti alle volte mettono in piedi squallidi carrozzoni con l’intento di alleviare condizioni di vita obbiettivamente complicate e lo scopo di intascarsi ricche prebende. Si arriva così all’ONE Campaign di Bono, avente l’intento di “make poverty history” (fare della povertà storia passata), che a fronte di 14.993.873 dollari in donazioni ha devoluto 184.732 dollari in carità, intascandosi la maggior parte di tali donazioni a titolo di stipendi e spendendo il resto in costose campagne di Relazioni Pubbliche. Questo Bono con la sua lotta senza quartiere alla poverta’ è definitivamente un altruista: prima sposta la propria residenza dalla povera Irlanda (che avrebbe sicuramente beneficiato delle sue tasse) all’Olanda che ha un regime di tassazione inferiore, poi delocalizza le sue fabbriche dall’Africa alla Cina, sempre per motivi di costi. Eppure i 250€ che costano le prime file ai concerti degli U2 non dovrebbero porre delle serie limitazioni alle sue intenzioni.[1]

Una pietra miliare dell’altruismo è sicuramente il Nobel per la Pace. Si va dal piu’ grosso finanziatore di operazioni militari che la storia USA ricordi, Obama, scendendo temporalmente a Kissinger (pianificatore delle dittature sudamericane), a Madre Teresa (amica personale di Duvalier ed i suoi tonton macoutes) fino ad A.Schweitzer, il quale si lamenta perchè i “figli della natura”, come lui chiamava i legittimi abitanti del Gabon : “forniscono solo quel tanto di lavoro che si riesce a imporre loro e, appena diminuisce la sorveglianza, fanno esattamente ciò che vogliono senza alcun riguardo per la perdita che può derivarne ai loro padroni.”[2]

Insomma l’altruismo maschera la cattiva coscienza di chi fa leva sulla Ragione per imporre il proprio sistema di valori.

“La vita merita di essere vissuta solo quando si cominciano a prendere le cose allegramente e quando si eliminano dal proprio linguaggio i significati profondi ma ormai un po’ frusti che esso ha accumulato nel corso dei secoli (“ricerca della Verità”, “difesa della Giustizia”, “impegno appassionato” ecc..ecc..)[3] – Paul K Feyerabend, che specifica anche:

“un anarchico è come un agente segreto che giochi la partita della Ragione allo scopo di minare l’autorità della Ragione (della Verità, dell’Onestà, della Giustizia ecc..)[4] Aggiungerei senza dubbio anche l’autorità della Pace e la dittatura (o la democrazia) dell’Altruismo.

 

[1]http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Scandalo-Bono-Vox-solo-l-1-della-ONE-Foundation-va-in-beneficenza/D9470571.html

[2]http://www.settemuse.it/costume/costume_altruismo.htm

[3]Paul K Feyerabend-Contro il metodo pg.19 [4] idem pg.29

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