“L’approccio del Regno Unito ai sistemi aerei senza pilota”

Drone Wars UK
Global Research

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“Ciò che serve è una chiara comprensione delle questioni in gioco in modo che possano essere prese delle decisioni informate“. L’approccio del Regno Unito ai sistemi aerei senza pilota, MoD. 2011

Nel 2011 il Ministero della Difesa ha pubblicato un documento politico sull’uso dei sistemi aerei senza pilota armati, comunemente noti come droni. Esplorando alcune questioni morali, etiche e legali, il documento ammetteva che c’erano seri problemi con l’uso di droni armati, specialmente l’autonomia crescente e il fatto che i droni possono semplicemente “rendere la guerra più probabile.” Pur sostenendo che queste preoccupazioni “vengono attenuate” dal fatto che i droni “prevengono la perdita potenziale di vite tra gli equipaggi”, il documento procedeva con la richiesta di un vero e proprio dibattito sulle questioni e sosteneva che “Ciò che serve è una chiara comprensione delle questioni in gioco in modo che possano essere prese delle decisioni informate”

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Nei due anni da quando il documento è stato scritto, lo sviluppo e l’uso dei droni armati ha continuato a crescere. Ci sono stati ormai più di 350 attacchi droni inglesi in Afghanistan e il numero dei droni inglesi armati Reaper in servizio si è quasi raddoppiato. Il lavoro per aumentare l’autonomia dei droni è andato avanti e all’inizio di questa settimana la BAE Systems ha annunciato che il suo drone sperimentale di combattimento autonomo, Taranis, farà  il suo primo volo probabilmente nei prossimi due mesi.

Ricercatori, attivisti e parlamentari che cercano di fare i conti con le implicazioni del crescente utilizzo di droni, tuttavia, sono costantemente frustrati dalla segretezza che circonda il loro uso. Nonostante i ministeri della Difesa richiedano un dibattito più informato, le richieste di informazioni sono state respinte categoricamente. L’ultimo esempio è stato il rifiuto di ieri (17 gennaio) del Ministro della Difesa Philip Dunne di rispondere ad una domanda di  Tom Watson sulla precisione degli attacchi dei droni britannici.

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Gli attacchi di droni vengono costantemente segnalati come “precisi al millimetro” – la frase è diventata quasi un luogo comune – ma ci sono seri dubbi sulla precisione dei missili Hellfire .

La precisione di ogni missile o  bomba si misura dalla sua ‘Probabilità  di Errore Circolare’ – che è la dimensione di un cerchio all’interno del quale cadranno il 50% di missili o bombe. Nel caso della bomba GBU-12 a guida laser, la PEC  è di 6 metri in caso di bel tempo – a stento ‘precisa’.  La PEC dell’Hellfire non è pubblica, per quanto ne sappiamo.

Mentre il Ministero della Difesa nel documento programmatico del 2011 sui droni invita a migliorare la comprensione, sappiamo che in una  conferenza interna del 2011, il Ministero della Difesa ha anche sottolineato la necessità  di una “strategia di comunicazione” per conquistare l’opinione pubblica a sostegno dei droni armati. Quando un’informazione occasionale è fornita dal Ministero della Difesa  dobbiamo decidere se è oggettiva, o se fa parte in primo luogo di una ‘strategia di comunicazione’ con lo scopo di persuaderci dell’efficacia dell’utilizzo di droni armati. E quel che è peggio è che sembra che parte di questa strategia di persuasione sia semplicemente quella di non rivelare informazioni che potrebbero mettere in cattiva luce l’uso dei droni.

Negli ultimi anni abbiamo visto molti esempi delle conseguenze disastrose quando alcuni gruppi rivendicano il privilegio di esenzione dal controllo e dalla responsabilità  – i banchieri e la loro politica dissoluta sui prestiti ‘sub-prime’, i parlamentari e le loro spese, le prime due che vengono in mente.

La cultura della segretezza del Ministero della Difesa  e il suo rifiuto di accettare controllo e responsabilità pubblica sono un altro disastro annunciato. Non è sufficiente che il Ministero della Difesa da un lato scriva nei documenti politici sulla necessità  di un dibattito pubblico e sulla comprensione,  e dall’altro si rifiuti di fornire informazioni per permettere tale comprensione. C’è un grande interesse del pubblico sull’uso dei droni armati e il Ministero della Difesa deve rilasciare informazioni per permettere che il dibattito e la comprensione avvengano.

Per firmare la petizione di Drone Campaign Network che chiede di porre fine alla segretezza che circonda l’uso di droni UK clicca qui

Fonte: Global Research 20 Gennaio 2013
Traduzione: Anna Moffa per 
ilupidieinstein.blogspot.it

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