Il “Liberatore” Simon Bolivar, nel 1829, nella sua profetica Lettera di Guayaquil avvertiva: “Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla Provvidenza a seminare miseria in America Latina in nome della libertà”, la democrazia, i diritti umani. Questi principi che appartengono ai popoli sono stati manipolati grossolanamente dall’impero per destabilizzare nazioni e Stati, far cadere governi in realtà democratici e progressisti e sostituirli con dittature militari crudeli e sanguinarie, fasciste e inumane.

I documenti declassificati dimostrano fino alla nausea che gli Stati Uniti si sono specializzati nel pianificare ed eseguire colpi di Stato, assassinii, imprigionamenti e torture, sparizioni forzate di leader politici, sindacali, sociali, intellettuali, sia direttamente o attraverso le loro agenzie ufficiali come l’ USAID, DEA o CIA, Comando Sud, o attraverso un certo numero di Organizzazioni no Governative (ONG) e tra di esse la National Endowment for Democracy (NED), l’istituto Repubblicano Internazionale (IRI) o l’Istituto Democratico Nazionale (NED), non mancano le organizzazioni religiose come i Testimoni di Geova, le sette protestanti “evangelizzatrici” e altre organizzazioni come i Corpi di Pace vincolati alla CIA o come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), Banca Mondiale (BM) o Banca Interamericana dello Sviluppo (BID) responsabili del dominio economico, si completerebbe, in qualche modo, la mappa della penetrazione imperiale nelle nostre patrie, anche perpetrati da organizzazioni che si definiscono difensori dei diritti umani, come la Human Rights Foundation.

È che la violazione dei diritti umani, provoca genocidi, impone blocchi, assicura la lotta al narcotraffico, scatena guerre imperiali nell’ex Jugoslavia, in Iraq o Afghanistan, prende in giro elementari principi del Diritto Internazionale e appare agli occhi del mondo come guardiana delle libertà, diritti umani e democrazie è un grande affare per la potenza imperiale che si è anche specializzata nel mentire ed ingannare i popoli.

Oltre alle sue agenzie ufficiali e non governative, gli Stati Uniti possiedono le risorse economiche, tecnologiche, forze militari, apparati dell’Intelligence e tra essi la CIA e la DEA per effettuare qualsiasi tipo di operazione criminale dalla clandestinità.

Tra le agenzie di penetrazione imperiale, la CIA fondata nel 1947 dal presidente Harry Truman, è diventata l’agenzia di spionaggio più terrificante, nefasta e onnipotente che ha seminato morte, distruzione, desolazione in tutti i popoli della nostra America Latina. La CIA è il braccio esecutore della politica interventista e criminale degli USA che, dalla Dichiarazione della sua Indipendenza, si è prefissata di dominare l’ America Latina “in nome della libertà” e l’assurdità chiamata “destino manifesto”.

Il professore venezuelano, Samuel Moncada, analizzando le relazioni tra gli Stati Uniti e l’America Latina, sostiene che, sfortunatamente, si sono riprodotte le relazioni tra le Repubbliche eredi degli inglesi e le Repubbliche ereditate dagli spagnoli. Che hanno segnato i rapporti tra gli Stati Uniti e America Latina. Spiega che questo fa si che il direttore della CIA abbia affermato che prevedeva, nei prossimi mesi, problemi nel suo “cortile” e che l’America di Obama ancora vede l’America Latina come il suo cortile e i Caraibi, come il suo lago privato. La CIA obbedisce al mandato della classe governante, della “classe superiore” statunitense ereditaria del “destino manifesto” che in apparenza promuoveva l’ uguaglianza del genere umano, ma solo per gli anglosassoni che fossero nati negli Stati Uniti; quelli che erano donne o negri, o nascevano fuori dagli USA non appartenevano a questo genere umano del quale parla la Dichiarazione d’Indipendenza nordamericana, sostiene Moncada.

Gli USA nascono come una Repubblica, ma sulla base di un mostruoso genocidio: lo sterminio del popolo indigeno del Nord America e l’appropriazione e annessione di territori spagnoli come la Louisiana o la Florida. Le guerre d’indipendenza della nostra patria sono state un’opportunità affinchè gli USA approfittassero di esse e si appropriassero di territori e debiti di guerra. Inoltre, gli Stati Uniti hanno avuto sempre avuto l’intenzione di annettere Cuba e quindi si sono opposti alla sua indipendenza nel 1825. Questa è l’origine dell’odio verso la Rivoluzione Cubana che ha proclamato l’indipendenza e la sovranità sui desideri yankee.

Gli USA si opposero all’indipendenza di Haiti perché non avrebbero mai riconosciuto una Repubblica fondata da schiavi negri e sabotarono il Congresso di Panama, per impedire la creazione dell’Unione delle repubbliche latino-americane, che era stata la resistenza alla cosiddetta competitività dell’Unione del Nord America.

Nel 1823, il presidente James Monroe degli USA pone la famosa “dottrina Monroe” con la quale sostiene che gli USA non avrebbero permesso a nessun altro potere imperiale di entrare nel territorio americano. Affermò semplicemente: “L’America per gli americani”. Cioè: l’America per gli Stati Uniti del Nord America. Da sempre, gli Stati Uniti hanno visto l’America Latina come paesi abitati da popoli inferiori, anarchici e bisognosi di un governo anglosassone statunitense che imponesse disciplina perché si permettesse un miglior uso del mercato e una veloce ed adeguata depredazione delle risorse naturali, umane e delle materie prime strategiche, “per la crescita, e per garantire anche una sorta di potente specie di vendita obbligatoria, in modo che acquistassero i loro manufatti.

Nelle loro campagne guerrafondaie, depredatrici ed espansionistiche, nel 1845 la metà del territorio messicano fu tolto, strappato, attraverso la guerra d’usurpazione commessa dagli Stati Uniti d’America: Texas, Arizona, Nuovo Messico, California, Nevada, Oregon, erano territori messicani.

Buona parte della prosperità degli Stati Uniti è stata fatta sull’espansione delle loro frontiere, sull’usurpazione e la conquista dei territori dei popoli indigeni e sull’usurpazione e la conquista di territori di popoli e nazioni nordamericane indipendenti, afferma Moncada.

Il XX Secolo è stato il secolo dell’espansione imperiale degli USA. Hanno invaso decine di paesi dell’America Latina: Messico, Nicaragua, Cuba varie volte, la Repubblica Dominicana, Haiti, Panama varie volte, tolgono Panama alla Colombia nel 1903.

“E negli anni 50 appare un nuovo elemento: la guerra fredda. La componente della guerra fredda fa che gli USA, adesso, e non solo, si assicurino le risorse strategiche o i mercati sequestrati, ma il controllo politico attraverso le dittature militari, e appare la internazionale di spade, e quasi tutta l’ America Latina si riveste di dittature militari appoggiate, precisamente, dal governo degli USA”.

Nel 1954, la CIA è stata inaugurata in America Latina facendo cadere il Presidente Jacobo Arbenz e “tutta l’ America Latina era inghiottita da una guerra contro il comunismo, ma il comunismo era chiunque chiedesse qualsiasi uguaglianza razziale, la redistribuzione delle terre, che chiedesse la parità di retribuzione. Gli operai bananieri, i lavoratori bananieri in Colombia, che sono stati trascinati, massacrati, chiedevano solo acqua potabile per lavorare, e quello era comunismo, chi chiedesse acqua potabile era comunista”. Questa è l’ideologia di dominio politico per la quale l’ America Latina ha pagato con migliaia di morti, sparizioni, esecuzioni extragiudiziali, torture, le prigionie, il sabotaggio, il terrorismo.

CIA, DEA, FBI, USAID, NED, e decine o centinaia di agenzie nordamericane sono state coinvolte in ogni sorta di abusi e seminano morte e terrore nelle nostre patrie.

Chi potrebbe negare lo spietato, profondo e lungo intervento degli Stati Uniti, per mano propria o mano mercenaria in tutti gli affari delle piccole Repubbliche dell’ America Latina e dei Caraibi? Nuove strategie di dominio.

Negli anni ‘90, alla fine della guerra fredda, gli Stati Uniti usano nuove strategie di dominio. Sparito il fantasma del comunismo, morta la Alleanza per il Progresso di Kennedy, l’impero inventa l’orco del narcotraffico e ridisegna il ruolo degli eserciti e delle politiche nazionali, allo stesso tempo cerca il controllo economico neocoloniale assoluto con la tristemente celebre ALCA e con l’imposizione del neoliberalismo che cominciò i suoi primi esperimenti nella decade degli anni ‘80 con Bush in America Latina e Thatcher in Inghilterra. Il dominio militare si è allargato con il presidente Bush che con la sua politica guerrigliera riarmò gli eserciti dell’America Latina perché continuassero la difesa degli interessi geopolitici dell’impero, a scapito degli interessi delle loro stesse patrie, ma gli USA non hanno mai immaginato che in questi primi anni del XXI secolo sarebbero sorti una serie di governi democratici progressisti che desiderano la loro patria libera e indipendente dalla tutela imperiale e contro quei governi agiscono e lavorano le organizzazioni ufficiali e le organizzazioni no governative dell’impero.

Queste agenzie dell’impero sono diventate una vera minaccia per le democrazie emergenti dei nostri popoli. La CIA, DEA, Comando Sud, la IV Flotta, USAID, NED e i loro nessi sempre pianificano di destabilizzare e far cadere i governi del Venezuela, Nicaragua, Ecuador, Bolivia, senza mai dimenticare che la prima riconquista imperiale deve essere Cuba, secondo i sogni del cane della Casa Bianca. Per sconfiggere la Rivoluzione Cubana, gli USA hanno creato delle agenzie speciali unite alla CIA. In 50 anni tutti i piani della CIA sono falliti per l’annichilimento della Rivoluzione Cubana e ri-colonizzazione di Cuba, ma fortunatamente, in altri 50 anni, non ci sarà più l’impero. Altrove, in America Latina, le destre oligarchiche colombiane, le destre che beneficiano del narcotraffico, della violenza criminale paramilitare che hanno come leader il macabro Uribe, fedele e sottomesso servo dell’impero, ne beneficiano anche quelli dei guerriglieri Plan Colombia e Plan Patriota con i quali la Colombia riceve mille di milioni di dollari per sconfiggere il narcotraffico ed il terrorismo; cioè le guerriglie Farc-Ep e Eln.

La guerra per l’impero e per Uribe è un grande business con enormi vantaggi politici. L’imperatore di turno Obama, il fiammante premio Nobel per la Pace o per la Guerra, è diventato un altro grande signore della guerra imperiale “necessaria”. Obama vorrebbe che le nostre patrie inviassero soldati o “carne da macello” in Afghanistan o Iraq. Questo sarebbe un motivo di orgoglio e felicità per il Nobel per la Pace e per i seguaci in America Latina, molto di più se si internazionalizza il conflitto interno della sorella Repubblica di Colombia, convertendosi in realtà di morte, spargimento di sangue, cocaina e distruzione. “Adesso che siamo la mano d’opera economica militarizzata per i compiti militari dell’impero, che non vogliono chiamare le reclute nel proprio paese e vuole usare i soldati poveri dell’ America Latina, adesso si parla di grandi organismi o di grandi unità militari di azione veloce, che sono comandate da militari nordamericani ma che hanno soldati di tutta l’ America Latina” perché servano da scudo o carne da macello, nell’ora della nuova sicurezza strategica dell’impero.

L’America Latina è vittima permanente dei modelli di aggressione della Casa Bianca. Ciascun paese è stato condannato a servire gli interessi geopolitici e geostrategici dell’Impero. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno considerato che le loro agenzie governative e non governative sono vitali nei loro movimenti strategici di dominio e penetrazione imperiale, e sono un perfetto braccio civile che non vacilla nel diventare il braccio armato di civili, militari e poliziotti per destabilizzare governi e procurare colpi di Stato contro Chavez nel Venezuela, Corra in Ecuador e Morales in Bolivia, Ortega in Nicaragua. In Honduras, nel far cadere Zelaya, ha compiuto con il tenebroso “destino manifesto”.

Gli Stati Uniti sono un impero che richiede la guerra per sopravvivere. Nella loro politica estera non interessa loro il Diritto Internazionale, da loro fastidio e scartano le risoluzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e dell’Organizzazione degli Stati Americani deve essere, come sempre, il Ministero delle Colonie, una punta di lancia efficiente per aggredire le nostre patrie. Per sottomettere i popoli, nazioni e Stati latinoamericani e dei Caraibi al disegno degli Stati Uniti: neocolonialismo e neodipendenza economica, politica, militare, sociale, culturale e scientifico-tecnica, gli esperti della CIA, DEA, Pentagono, Dipartimento di Stati, Comando Sud, USAID ed altre agenzie hanno ideato programmi di “assistenza e aiuto” che agiscono come specchietti per le allodole e perle che i conquistatori hanno usato per sottomettere gli indigeni nella conquista e colonia che, uniti alle dottrine di dominazione che si effettuano fedelmente da parte delle ambasciate, consolati, agenzie governative, ONG made in USA, gruppi militari, culturali e di stampa, sette religiose, agenzie stampa internazionali con sede a Washington e da parte dell’FMI, BID, BM, BIRF, OEA, TIAR, JID. Tutti loro sono i molteplici tentacoli dell’Impero che strangolano i nostri popoli fino all’ asfissia demenziale della ri-colonizzazione con lo sprezzante collaborazionismo delle destre politiche, economiche e militari dell’America Latina.

La USAID è l’ Agenzia Ufficiale dello Sviluppo degli Stati Uniti, ma in realtà è l’agenzia imperiale per la Destabilizzazione Imperiale. Questa organizzazione ha iniziato le sue attività come braccio finanziario del Dipartimento di Stato nell’anno 1962. Per i suoi fondatori fu creata come un sistema di “aiuto umanitario” per i paesi del Terzo Mondo, ma negli anni e durante i primi anni del XXI secolo si è trasformata in un’arteria vitale dell’impero nella loro lotta “anti-insurrezione” sotto la nuova dottrina della Guerra Irregolare di Washington. “Ad inizio del 2009 fu firmata questa dottrina dall’appena arrivato presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, come parte della sua nuova politica di “smart power”, il potere intelligente, una politica che impiega l’uso del potere militare insieme alla diplomazia, la cultura, la comunicazione, il potere economico e la politica, spiega Eva Golinger.

Ci sono due grandi punti di differenza tra la Guerra Irregolare e la Guerra Tradizionale: l’obiettivo e la tattica. La Guerra Tradizionale vede come il suo obiettivo il crollo delle forze armate dell’avversario, e la sua principale tattica è l’uso del potere militare nella sua forma più tradizionale: il combattimento e il bombardamento. La Guerra Irregolare ha come obiettivo il controllo sulla popolazione civile e la neutralizzazione dello Stato, e la sua principale tattica è la controinsurrezione, che consiste nell’uso di tecniche indirette e assi metriche, come la sovversione, l’infiltrazione, le operazioni psicologiche, la penetrazione culturale e la delusione militare (l’intento di ingannare alle forze armate dell’avversario perché reagiscano a minacce che in realtà non esistono, distraendo e consumando le loro capacità e risorse).

Durante il XXI secolo, la USAID ha sviluppato divisioni nell’agenzia che funziona insieme al Pentagono, come le officine di Gerenza di Conflitti, Transizione e Ricostruzione, Democrazia e Governabilità, e Iniziative verso una transizione, che stanno riorientando il loro lavoro verso gli sforzi di controinsurrezione. Così, l’USAID si è convertita in attore principale finanziario della destabilizzazione e penetrazione nella “società civile” in paesi strategicamente importanti per gli interessi statunitensi. Paesi “strategicamente importanti”, sono quelli considerati come pericolosi o non legati agli Stati Uniti d’America. Nel caso dell’America Latina, le cifre dell’investimento finanziario dell’USAID nei gruppi politici e nella “promozione della democrazia di tipo statunitense”, che si traduce in termini reali come un’invasione silenziosa, sono sconvolgenti. Attraverso un’ufficio per le Iniziative verso una Transizione (OTI, sigle in inglese, stabilita nel Venezuela nell’agosto del 2002 per annichilire la rivoluzione Cubana e il governo di Chavez), l’USAID ha investito milioni di dollari, e nel conflitto politico in Venezuela, soltanto durante l’ultimo anno e mezzo, la cifra è aumentata immoralmente e, hanno previsto una finanziazione di 23 milioni di dollari per il 2010. Questi milioni di dollari alimentano il conflitto nel paese, mantenendo in vita differenti gruppi dell’opposizione e aiutando a creare nuove organizzazioni per continuare con i loro piani destabilizzatori. I beneficiari in Venezuela sono conosciuti: Sumate, Sinergia, Liderazgo u Vision, CESAP e centinaia di gruppi politici, ONG, partiti politici che vivono col denaro e sostegno ciò che arriva da Washington, afferma E. Golinger.

Dall’esperienza venezuelana, la USAID ottiene redditi interessanti per trasferirli in Bolivia, Ecuador o Nicaragua.

I fondi dell’ USAID

In tutta l’America Latina sta aumento il bilancio dell’ USAID e del Dipartimento di Stato per promuovere l’agenda e gli interessi degli Stati Uniti. Vediamo qualche esempio:

* Bolivia: fondi per l’USAID/DOS per il 2009: 86 milioni di dollari; Fondi per il 2010: 101 milioni di dollari.
* Ecuador: Fondi per l’USAID/DOS per il 2009: 35 milioni di dollari; Fondi per il il 2010: 38 milioni di dollari
* Honduras: Fondi per l’USAID/DOS per il 2009= 43 milioni di dollari; Fondi per il 2010= 68 milioni di dollari
* Nicaragua Fondi per l’USAID/DOS per il 2009= 27 milioni di dollari; Fondi per il 2010= 65 milioni di dollari.

C’è anche un Fondo Speciale nel 2010 di 3 milioni $ al Fondo il Rafforzamento della Democrazia dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), per “difendere e consolidare la democrazia rappresentativa in Nicaragua, Venezuela, Ecuador e Bolivia….” Non è una casualità che il fondo sia diretto per promuovere la “democrazia rappresentativa” in quattro paesi dove si implementa un modello di democrazia partecipativa. Non è neanche una coincidenza che sono i paesi dell’ALBA, e che l’Honduras non è incluso nella lista, dato che con il colpo di Stato contro il Presidente Zelaya si era dato per risolta la “minaccia” della democrazia partecipativa in questo paese.

Inoltre, il bilancio del Dipartimento di Stato per l’anno 2010 prevede 447,7 milioni di dollari per “migliorare la sicurezza, rafforzare le istituzioni democratiche, promuovere la prosperità e investire nelle risorse umane” in America Latina. In questo ambito ci sono 200,7 milioni di dollari destinati alla Colombia per “consolidare i successi del governo della Colombia nella lotta contro i gruppi illegali e armati ed il narcotraffico”, e 20 milioni di dollari per “promuovere la democrazia” a Cuba, “aiutare i detenuti politici ed altre vittime della repressione” e “promuovere la concorrenza politica a Cuba”. Questi fondi includono anche, sei milioni di dollari per “rafforzare e promuovere la società civile, la partecipazione cittadina, i mass media indipendenti, le organizzazioni dei diritti umani e i partiti politici democratici” in Venezuela, ed un fondo di 91,1 milioni di dollari per l’uso, a discrezione, del Presidente Obama per “promuovere gli interessi” degli Stati Uniti nella regione. L’anno scorso, questo fondo arrivava a soli 23 milioni di dollari.

In totale, ci sono 2,2 miliardi di dollari che il Dipartimento di Stato e l’USAID useranno in America Latina nel corso del 2010. Questo è un aumento del 12% rispetto alla finanziaria del 2008, ultimo anno dell’amministrazione di George W. Bush, che dava circa 1,9 miliardi di dollari per tutta l’America Latina. Tutte queste grandi cifre evidenziano l’enfasi che il governo di Obama pone nel suo lavoro politico in America Latina e l’intenzione di riprendere il dominio e l’influenza degli USA nell’emisfero, informa l’avvocatessa e giornalista statunitense venezuelana, Eva Golinger.

Lo scorso 14 dicembre diceva che la CIA usa l’USAID come facciata, come confermato da “un alto funzionario dell’Agenzia Internazionale dello Sviluppo degli Stati Uniti” (USAID). Da sempre si sapeva che l’Agenzia Centrale dell’Intelligence degli Stati Uniti (CIA) usa il nome dell’USAID per dare fondi e appalti a terzi che promuovono le loro operazioni. Per il funzionario, un veterano dell’agenzia che occupa l’incarico di manager regionale, la CIA sta fornendo contratti sotto il nome dell’USAID senza che ne sia coinvolta. Dalla CIA e dall’USAID ci si può aspettare di tutto.

Così, nei giorni scorsi, il NY Times informava che un funzionario del Development Alternatives, Inc (DAI), un’azienda contrattista dell’USAID, del Dipartimento di Stato e del Pentagono, fu arrestato a Cuba mentre distribuiva volantini a settori della controrivoluzione. La relazione tra l’USAID, una agenzia del Dipartimento di Stato, e la CIA non è nuova. Nel 1974, il Congresso statunitense chiuse una divisione dell’USAID usata dalla CIA per addestrare, finanziare ed armare più di un milione di poliziotti in America Latina, Asia e Medio Oriente.

L’ ufficio della Pubblica Sicurezza (Office of Public Safety “OPS”) fu creato nel 1957 dal presidente Eisenhower con la missione di addestrare e formare forze della polizia in altri paesi. Documenti declassificati della CIA confermano che la finanziaria della OPS fu inclusa nei milioni dati annualmente all’USAID, ma le sue operazioni furono coordinate dall’agenzia clandestina, in base al dossier speciale di E. Golinger.

Segnala che, l’USAID, durante la guerra nel Vietnam, fu responsabile della distribuzione dell’ “appoggio materiale” insieme alla CIA nell’operazione Fenix, responsabile dell’assassinio di mille di vietnamiti. In Haiti, l’USAID è stata accusata di finanziare organizzazioni coinvolte nel colpo di Stato contro il Presidente Jean Bertrand Aristide nel 2004. Da giugno 2002, l’USAID mantiene un Ufficio per le Iniziative verso una Transizione (OTI) nel Venezuela, attraverso il quale ha canalizzato milioni di dollari all’opposizione del Presidente Hugo Chavez. Più di duemila pagine parzialmente declassificate dell’USAID sulle sue attività nel Venezuela, dimostrano un modello di finanziamento e supporto strategico volto esclusivamente settori dell’opposizione, con programmi che cercano di “rafforzare” i partiti politici, disegnare le loro campagne elettorali e aiutarli a consolidare un movimento contro il governo venezuelano.

In Bolivia, l’USAID è stata mandata via quest’anno dagli abitanti di due comuni, Chapare e El Alto, sotto l’accusa di interventista. A settembre, il presidente Evo Morales ha annunciato la fine del convegno ufficiale con l’USAID dato che erano stati sviati fondi multimilionari verso gruppi separatisti che cercavano la destabilizzazione del paese. Nel 2005, l’USAID è stata anche mandata via dall’Eritrea e accusata di essere un’agenzia “neocolonialista”. L’Etiopia, la Russia e la Bielorussia, hanno ordinato il ritiro dell’USAID e dei suoi contrattisti durante gli ultimi cinque anni. Un documento dell’ufficio della contabilità generale degli USA (GAO) del 2006, determinò che esistevano “problemi con la gestione dei sussidi” del Programma Cuba dell’USAID. Milioni di dollari destinati per “promuovere la democrazia” a Cuba sono finite in mano di organizzazioni mafiose a Miami.

Per il giornalista Jean-Guy Allard, uno dei casi più espliciti del lavoro sporco dell’USAID è stato in Uruguay, “Dan Anthony Mitrione, istruttore nordamericano di tecniche di tortura, era apparso in Uruguay con credenziali dell’USAID, a fine degli anni 70, per addestrare poliziotti, in un programma segreto di distruzione delle forze della sinistra in tutta l’ America Latina”.

L’USAID, nel 2009, venne normalmente incorporata all’Iniziativa Interagenziale della Controinsurrezione degli Stati Uniti, insieme al Dipartimento di Stato ed il Pentagono. Nel 2007, è stato pubblicato un documento, “La Controinsurrezione per i politici del governo degli USA: Un lavoro in progresso”, che risaltava l’USAID come fondamentale per assicurare il successo delle operazioni della controinsurrezione. “L’USAID può aiutare con gli sforzi della controinsurrezione degli USA…L’USAID ha uffici di campo in 100 paesi in via di sviluppo, lavora da vicino con organizzazioni private, gruppi indigeni, associazioni di professionisti, organizzazioni di fede e altre agenzie governative…..L’USAID ha relazioni, attraverso convegni e contratti, con più di 3.500 aziende e 300 organizzazioni private degli USA”, sostiene il giornalista canadese Jean-Guy Allard.

E’ fondamentale conoscere che la Controinsurrezione è un’operazione militare contro gruppi considerati “ribelli” o insorti. Movimenti di sinistra sono stati considerati dagli USA come “insorti” dagli anni 50. Tattiche di controinsurrezione includono l’uso del conflitto armato per fomentare la sovversione, operazioni psicologiche e sabotaggio economico per riuscire a neutralizzare il nemico.

Se prima la CIA aveva usato l’USAID come facciata, senza che i suoi lavoratori lo sapessero, oggi è diffusamente noto che l’USAID si incorpora alle iniziative di contro insorgenza contro i movimenti e Stati considerati da Washington come “avversari”. Questa novità fa sì che dal suo mandato originale di dare aiuto umanitario al mondo la trasformi ufficialmente in un’agenzia di guerra e aggiunge che l’USAID ha confessato pubblicamente di aver speso il denaro dei contribuenti nordamericani nella guerra sporca che da 50 anni mantiene contro Cuba.

L’USAID è la stessa agenzia federale nordamericana incaricata di ingrassare a colpi di decine di milioni la sovversione e lo spionaggio a Cuba.

Jean-Guy Allard segnala che decine di agenti dell’USAID si muovono all’ombra delle organizzazioni di destra, inventate a secondo delle circostanze, e patrocinate dall’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI), l’Istituto Democratico Nazionale (IDI), la stessa Freedom House, ed ha molte facciate ancora, sempre sotto l’orientamento CIA. Questa nefasta organizzazione statunitense possiede attualmente agenti in 16 paesi dell’ America Latina e dei Caraibi dove realizza azioni, oltre a numerose altre operazioni strategiche in diverse parti del mondo.

Ad Haiti, l’USAID si trova tra le agenzie nordamericane che hanno organizzato, orientato e finanziato varie delle organizzazioni politiche haitiane che hanno causato il sequestro e il grottesco esfratto del presidente Jean- Bertrand Aristide. Nel Venezuela, l’agenzia è stata scandalosamente attiva nel sostegno e finanziamento ai settori che hanno realizzato il colpo di Stato dell’ 11 aprile 2002.

L’ininterrotto sperpero dei fondi dell’USAID e delle sue filiali con operazioni d’ ispirazione “golpiste” hanno già superato i 15 milioni di dollari attraverso il finanziamento di centinaia di gruppi e gruppetti alienati con l’Ambasciata nordamericana a Caracas. In Bolivia, il programma dell’USAID, si era concentrato nella balcanizzazione del paese e nel finanziamento di azioni violente contro l’autorità del presidente Evo Morales.

L’USAID ha nel paese andino una lunghissima storia che illustra tutta la falsità delle sue pretese “umanitarie”.

Nel 1971, la CIA organizzò un tentato assassinaio contro il presidente Fidel Castro, approfittando di un viaggio del leader cubano in Cile. Incarucò di questo progetto un vecchio socio della mafia statunitense, Antonio Veciana.

Questo terrorista dell’Alpha 66, complice del complotto contro Kennedy, lavorava all’epoca in Bolivia, nell’Ambasciata statunitense dove si trovava come funzionario dell’USAID.

Confessando di aver perso da tempo il controllo delle proprie finanze, l’USAID ricopre il carattere odioso dell’insieme delle sue attività. Fedele esecutore dei piani della CIA, fervente collaboratore dei propositi segreti del Dipartimento di Stato, l’USAID è una delle armi principali dell’impero per mantenere il suo dominio su coloro che è abituato a denominare come il suo “cortile posteriore”.

L’ingerenza imperiale negli affari interni dei nostri paesi aumenterà per il 2010, sotto il governo del Premio Nobel per la Pace e migliore della Guerra, Barack Obama. Così:

* I fondi per l’USAID ed il Dipartimento di Stato aumenta del 12% per il 2010, con 2.2 miliardi di dollari destinati all’ America Latina.
* 447,7 milioni di dollari sono per “promuovere la democrazia” in America Latina.
* 13 milioni di dollari per “promuovere la democrazia” nel Venezuela.
* 101 milioni di dollari per la “transizione verso la democrazia” in Bolivia
* 20 milioni di dollari per la “transizione verso la democrazia” a Cuba.

La finanziaria del Comando Sud aumenta di un 2% per arrivare ai 200 milioni di dollari per il 2010, più di 46 milioni di dollari addizionali per migliorare la base militare a Palanquero, Colombia, per uso statunitense. Ancora non si sa la quantità di dollari che saranno destinati alle sette basi militari consegnate da Uribe all’impero. Bush guardava quasi con sprezzo olimpico l’ America Latina. Barack Obama ha iniziato con un discorso differente e sembrava che una nuova diplomazia sarebbe stata inaugurata tra gli Stati Uniti e l’America Latina, ma alla fine di questo 2009, la realtà ha picchiato duramente il sogno di ricominciare ad avere relazioni diverse basate sul principio che l’America Latina ha bisogno di soci e non di padroni.

Adesso, non resta neanche il dubbio di una nuova scalata di dominazione e colonizzazione che iniziò con l’appropriarsi di sette basi militari in Colombia, che si sono trasformate in una vera minaccia per l’America Latina, per la consolidazione dell’UNASUR e in special modo per la pace regionale e la stabilità dei governi del Venezuela ed Ecuador. Nessuno dovrebbe dubitare dell’esistenza di nuove aggressioni imperiali verso l’America Latina.

Queste aggressioni hanno avuto inizio “con il colpo di Stato contro il Venezuela nel 2002, con il sequestro del presidente Aristide dell’Haiti nel 2004, gli interventi nei diversi processi elettorali nella regione, la riattivazione della IV Flotta dell’armata statunitense nel 2008, i tentativi di creare un conflitto regionale tra la Colombia, Venezuela ed Ecuador, il separatismo in Bolivia, e perfino il colpo di Stato contro l’ Honduras nel 2009 e l’allarmante aumento della presenza militare degli Stati Uniti nella regione. Tutto mette in evidenza che l’impero è all’offensiva, nuovamente, in America Latina. Ma aldilà della manifestazione visibile di questa aggressione, che cerca di neutralizzare i processi di cambiamenti rivoluzionari nella regione, esistono forti elementi di prova-innegabili- che oggi, Washington sta puntando verso il Sud con il suo gran potere militare, diplomatico, economico e comunicativo. L’evidenza sull’aumento della finanziaria durante gli ultimi anni delle agenzie di Washington ai settori dell’opposizione in Venezuela, Bolivia, Ecuador ed altri paesi che stanno costruendo modelli alternativi al capitalismo statunitense, si sono presentate, si sono denunciate e non sono state smentite.

Esiste una tendenza nel finanziare ed appoggiare la destabilizzazione regionale da parte dell’impero, dall’arrivo della Rivoluzione Boliviana di 10 anni fa, ed è un fatto. Ma non dobbiamo esaminare l’evidenza da 10 anni fino ad oggi, possiamo semplicemente guardare da oggi al futuro per verificare che Washington finanzia non soltanto la destabilizzazione regionale, ma sta anche aumentando tale finanziamento, come argomentano Eva Golinger e Jean-Guy Allard,che hanno appena presentato il loro libro: L’Aggressione Permanente nel quale si spiega, per esempio, che “il Capo dell’Intelligence nordamericana, Dennis Blair, ha rivelato che spendono 74 miliardi di dollari per penetrare, per sapere, per influire, per comprare coscienze. E ha confermato che la CIA ha 200 mila ufficiali, senza parlare di agenti, collaboratori, o persone che sono sotto l’influenza della Comunità dell’Intelligence (costituita da 16 agenzie che sono nell’affare dello spionaggio, dell’infiltrazione).

Quale dubbio resta: Gli Stati Uniti sono stati destinati dalla Provvidenza per distruggere l’America Latina in nome della libertà, la democrazia allo stile nordamericano, i diritti umani manipolati con scopi di penetrazione imperiale. L’ingerenza attraverso aggressioni militari, cammina verso nuove strategie per fare la guerra della controinsurrezione che usa armi così letali come le chimico- batteriologiche o nucleari e che si chiamano agenzie governative come l’USAID o organizzazioni no governative come la NED ed un indeterminato numero di filiali seminate in lungo ed in largo nella geografia latino americana e dei Caraibi. E’ stata una costante storica il saccheggio delle risorse naturali e lo sfruttamento dei popoli latino americani che oggi si torna a ripetere con Obama, curiosamente nominato Premio Nobel per la Pace. Ma in questi tempi storici, i popoli della Nostra Grande Patria hanno preso nuove forme di coscienza che impulsano alla lotta anti imperialista perché comprendono molto bene che non ci sarà patria degna e sovrana se persiste la tutela yankee e che non ci sarà futuro se si permette all’impero di consolidare i suoi piani espansionistici con i suoi obiettivi di ricolonizzazione cominciata in Colombia con l’uso di sette basi militari pianificate per minacciare i nostri popoli con lo scatenarsi di guerre imperiali.

Perché ci siano patrie libere e sovrane è indispensabile espellere dai nostri territori le agenzie di penetrazione imperiale.

Fonte: http://www.nodo50.org/ceprid/spip.php?article692

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