Affermare la separazione tra banche commerciali e bancarie. Lo chiede il consiglio regionale

Da una parte il credito alle famiglie, dall’altra gli investimenti in borsa: si chiede di promuovere una riforma sul modello della legge Glass-Steagall del 1933

15/05/2013 – 16:34
Il Consiglio regionale della Toscana impegna la Giunta ad attivarsi affinché il Governo italiano promuova una riforma normativa volta ad affermare la separazione tra Banca Commerciale e Banca d’Affari, secondo i principi ed il modello della legge Glass-Steagall. Tutti i consiglieri presenti hanno votato a favore della mozione, ad eccezione di Marco Taradash (PdL), che si è astenuto.

Con la legge del 1933, voluta dal presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, si sanciva la netta divisione tra le banche dedicate al credito alle famiglie, da un lato, e le banche che giocano in borsa con i soldi degli investitori, dall’altro.
La separazione serviva ad evitare che il fallimento dell’intermediario comportasse altresì il fallimento della banca tradizionale, impedendo di fatto che l’economia reale fosse esposta direttamente al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari.

Nella mozione si ricorda che il Testo Unico Bancario del 1993 ha abolito la Legge Bancaria del 1936, con cui fu introdotto in Italia lo standard americano della legge Glass-Steagall. Le leggi successive (Amato nel 1992; Draghi nel 1998) hanno poi permesso alle banche di eliminare le specializzazioni e diventare universali, cioè fare tutto, compresa l’attività d’affari.

“Nessun prezzo è stato chiesto alle banche fonte di crisi – si legge nel testo – ed i meccanismi speculativi non sono stati bloccati e nemmeno arginati”. Per questo è auspicabile che il Governo italiano “conferisca alla Banca centrale europea il potere di fissare regole, che distinguano tra investimenti utili all’economia reale e quelli ad elevato rischio, connessi ad operazioni finanziarie di natura speculativa”. Soltanto i primi sono, infatti, “da favorire”, mentre i secondi devono essere utilizzabili “solo in un segmento specifico del mercato finanziario, in cui ogni investitore sia responsabile di ciò che rischia”.

Secondo Marco Taradash i toni usati nel testo sono spesso eccessivi: “le banche di investimento non sono un male”, ha osservato. A giudizio di Mauro Romanelli (gruppo Misto), invece, è importante che il Consiglio regionale si esprima in materia, perché “i tagli ed i sacrifici sono imposti al Paese dall’Europa e dal sistema economico-finanziario”. Gabriele Chiurli (gruppo Misto), primo firmatario della mozione, ha ricordato che la legge Glass-Steagall ha permesso agli Stati Uniti d’America di uscire dalla crisi del ’29.

IL COMMENTO DEL CONSIGLIERE CHIURLI

“Un impegno concreto per la tutela dei risparmiatori e delle piccole e medie imprese”. Con queste parole il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Gruppo Misto) commenta l’approvazione quasi all’unanimità (astenuto solo il consigliere Taradash) della mozione che impegna la Giunta ad attivarsi presso il Governo per la separazione delle banche di affari da quelle di investimento.

“La mozione fa riferimento alla legge Glass-Steagall – spiega il consigliere – introdotta dal presidente Roosevelt dopo la Grande Depressione del 1929, per far fronte alle bolle speculative emerse già all’epoca”.

“Introdurre il principio della separazione bancaria in Italia e in Europa è altrettanto necessario oggi – sottolinea Chiurli – per consentire alle banche d’investimento di fare operazioni ad alto rischio senza mettere in gioco i risparmi delle famiglie e delle piccole medie imprese”.

La mozione è stata sottoscritta dai consiglieri di tutti i gruppi consiliari ed è stata approvata durante la seduta consiliare di oggi.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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