Ne avevamo già dato l’annuncio, ora è ufficciale, tanto da essere uscito sulla Gazzetta Ufficiale.«La calamità naturale sarà a carico del cittadino. In caso di terremoto, alluvione, tsunami e qualsivoglia altra catastrofe, non sarà più lo Stato a pagare i danni. A ricostruire l’edificio crollato o pieno di crepe, casa o azienda che sia, dovrà provvedere il proprietario. A sue spese. O stipulando, previdente, una relativa polizza di assicurazione.
La novità, enunciata chiaramente, si trova nel decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. In cui si afferma che «al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati, possono essere estese tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di fabbricato appartenente a privati». E questo per poter «garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione». Cosa che lo Stato non può più permettersi per cronica carenza di fondi».

Le conseguenze: probabile obbligo per gli utenti che chiederanno prestiti per acquisto abitazione o ristrutturazione una dobbia assicurazione da pagare, una anche per ” calamità naturali”.Chi subirà tragedie come gli aquilani, si vedranno del tutto soli.

Perplessità: esistono già detrazioni comunali e regionali, su stipendi, come doppie accise anche sulla benzina, per questo genere di tragedie.

Distrazione di denaro, su più fronti da parte dello Stato, i pm, se lo stanno domandando? Ci sono già indagini in questo senso?

Fonte: http://kratospress.altervista.org/2012/05/18/adesso-e-legge-lo-stato-non-paghera-piu-per-le-calamita-naturali/#.T7YbhiAIluk.facebook

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