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Le società che “sfamano” il mondo

lunedì, maggio 2, 2011

By coriintempesta

Poche persone si rendono conto che la maggior parte dei cibi trattati disponibili sul mercato, siano essi dei negozi alimentari o delle catene di fast-food, provengono tutti dalle stesse poche aziende. Addirittura ancor meno persone realizzano che queste aziende sono i principali attori nelle organizzazioni delle élite che decidono le politiche sanitarie, sociali ed economiche di tutto il mondo. Vedremo le tre grandi aziende che nutrono il mondo, i loro diversi marchi e le tattiche con cui si impegnano per far desiderare i loro prodotti.

Se si dovessero studiare attentamente le etichette dei prodotti confezionati in un medio negozio di alimentari, si noterà probabilmente che i nomi delle stesse società compaiono ripetutamente: Nestlé, Kraft, General Mills e pochi altri. Molte marche non sono altro che figlie di queste poche mega-imprese in tutto il mondo. La differenza principale tra la marca principale e le filiali è il confezionamento e la pubblicità, che hanno l’obiettivo di raggiungere diversi mercati. Al fine di preservare l’immagine attentamente costruita intorno a un prodotto, i collegamenti con la casa madre sono spesso comodamente nascosti.

Immaginate una pubblicità per l’acqua in bottiglia come questa: ” Bevete la pura, chiara, rinfrescante Aquafina, imbottigliata con cura nelle remote fonti naturali dell’ Himalaya … Portata sulle vostre tavole dalla PepsiCo, produttrice di Taco Bell E Cheetos ZINGERS MIGHTY! “Questo probabilmente rovinerà l’ immagine sana e naturale che stanno cercando di creare per il prodotto.

Questa è la ragione per cui il marketing e il branding sono la parte più vitale del settore alimentare. Ogni prodotto deve vivere nel proprio “mondo”, separato dalla casa madre e da altri prodotti simili. La pubblicità è così potente che due marche simili di cereali, fatti con gli stessi ingredienti di base, possono essere destinati a mercati completamente diversi. Ad esempio, Special K e Rice Krispies sono così diversi? Da un punto di vista strettamente razionale, questi prodotti sono quasi identici per la forma, il gusto e gli ingredienti. Da un punto di vista irrazionale (marketing)  però, essi sono in due mondi diversi. Gli annunci per Rice Krispies ruotano attorno a personaggi colorati dei cartoni animati, mentre quelli per  Special K tendono a mostrare donne in forma facendo yoga . Le scatole dei Rice Krispies contengono giochi e giocattoli in regalo, mentre le confenzioni di Special K permettono di poter accedere ad un sito web dove ” ti sfidano a perdere peso”.Tutto questo è fumo e specchietti per le allodole, perché alla fine della linea, sia che si sceglie uno o un qualsiasi altro cereale nel negozio di alimentari, si sta mangiando la stessa cosa e il tuo denaro finisce in nello stesso luogo.

L’industria alimentare dei prodotti trasformati può essere considerata un vero e proprio oligopolio. Insieme, le tre aziende alimentari Nestlé, Kraft Foods e PepsiCo, raggiungono una percentuale dominante di vendite globali dei prodotti alimentari trasformati. In effetti, queste tre società sono spesso usate come esempio di “Rule of Three” nelle scuole di business, dal momento che sono un esempio di vita reale di un mercato dominato da tre attori giganteschi.

La loro posizione di fornitori di cibo in tutto il mondo ha reso questi conglomerati estremamente potenti  e sono rappresentati nella maggior parte delle prestigiose organizzazioni come il Council of Foreign Relations. Questo non solo consente loro di fornire le proprie politiche preferite su temi nutrizionali e sulla salute in tutto il mondo, ma anche sulle questioni economiche, politiche e sociali.

Tale rilievo consente anche a queste aziende di garantirsi il costante predominio del mercato, attraverso decisioni politiche, l’accesso alle informazioni privilegiate e l’intimidazione dei potenziali concorrenti. Se considerato in maniera oggettiva, l’oligopolio di grandi imprese come queste rappresenta una minaccia diretta alle teorie del libero mercato.

Oggi, se una società alimentare di piccole dimensioni dovesse creare un nuovo prodotto rivoluzionario, avrebbe difficoltà a ottenere una distribuzione senza rinunciare al suo diritto verso uno di questi conglomerati. Oltre a dominare gli scaffali, le “Big Three”controllano la maggior parte dei canali di distribuzione in tutto il mondo, al punto che le imprese  promettenti non possono raggiungere i consumatori senza trattare prima con loro. .

L’unico modo che i piccoli imprenditori hanno per evitare anni di lotte e di rifiuti per ottenere spazio sugli scaffali dei supermercati è quello di trovare un accordo di licenza con uno di questi giganti, dove il proprietario cede la proprietà ed i diritti del suo prodotto in cambio di assegni royalty (che di solito sono una piccola percentuale delle vendite). Ogni accordo di licenza consolida la posizione di queste società ed elimina le minacce di qualsiasi concorrente potenziale..

Ecco le tre società più importanti e un elenco sommario delle loro molte marche:

1- Nestlé

La Nestlé è la più grande azienda alimentare del mondo. Ha 6.000 marchi, con una vasta gamma di prodotti attraverso una serie di mercati tra cui caffè, acqua in bottiglia e altre bevande, cioccolato, gelati, alimenti per l’infanzia, prestazione e nutrizione clinica, condimenti, surgelati e refrigerati, pasticcerie e pet food. Nel 2009, le vendite consolidate sono state vicino ai 120 miliardi di dollari e gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo sono stati di 2,24 miliardi dollari. Il presidente della società, il signor Brabeck-Letmathe, è nel consiglio di amministrazione del Credit Suisse Group, L’Oréal e ExxonMobil. Egli è anche membro della ERT (Tavola rotonda europea degli industriali) e membro del Consiglio di fondazione del World Economic Forum (un attore importante nella spinta per un governo mondiale). I prodotti venduti dalla Nestlé includono: CLICCA QUI PER LA LISTA COMPLETA

La Nestlé ha dovuto affrontare la resistenza in tutto il mondo per la promozione della sostituzione del latte materno (latte artificiale), soprattutto nei paesi del terzo mondo. Secondo gli attivisti, Nestlé contribuisce a inutili sofferenze e anche a decessi di bambini, in gran parte tra i poveri. I gruppi di sostegno e volontariato hanno accusato la Nestlé di metodi immorali per promuovere il latte artificiale sul latte materno alle madri povere nei paesi in via di sviluppo. Ad esempio, l’IBFAN sostiene che la Nestlé distribuisca campioni  gratuiti agli ospedali e nei reparti di maternità, dopo aver lasciato l’ospedale però questi non sono più gratuti e, poiché l’integrazione ha interferito con l’allattamento, la famiglia deve continuare a comprarli. L’IBFAN inoltre sostiene che la Nestlé utilizzi “aiuti umanitari” per creare mercati, non etichetta i suoi prodotti in un linguaggio appropriato per i paesi in cui sono venduti e offre doni e sponsorizzazioni per influenzare gli operatori sanitari a promuovere i suoi prodotti. Nestlé nega queste accuse.-FONTE

2 – Kraft Foods

Filiale della Philip Morris (produttrice delle sigarette Marlboro)la Kraft Foods è la più grande società di prodotti alimentari e bevande con sede negli Stati Uniti. Essa commercializza molti marchi in più di 155 paesi e undici dei suoi marchi in tutto il mondo ogni guadagnano più di 1 miliardo all’anno. Come la Nestlé, la Kraft ha consolidato il suo status nella oligarchia alimentare con l’acquisto di marchi giganteschi come Nabisco (Oreo, Chips Ahoy, Fig Newton, Ritz, ecc) e Cadbury (Ferrero Rocher, Dairy Milk, Caramilk, ecc.)

Il CEO della Kraft,Irene Rosenfeld Blecker ,è stata giudicata da Forbes la “seconda donna più potente del mondo”. Non sorprende dato che la maggior parte del mondo consuma prodotti Kraft Foods. Prima di entrare in Kraft, Rosenfeld è stata Presidente e Chief Executive Officer della Frito-Lay, una divisione della PepsiCo (un altro dei “Big Three”).I marchi della Kraft sono: CLICCA QUI PER LA LISTA COMPLETA

3 – PepsiCo

La PepsiCo Incorporated è una società globale che rientra nella lista Fortune 500(la lista annuale compilata e pubblicata dalla rivista Fortune )con sede a Purchase, Harrison, New York, con interessi nella fabbricazione, commercializzazione e distribuzione di bevande, snack a base di cereali e altri prodotti. Se non l’aveste intuito, il suo prodotto principale è la Pepsi Cola che però non rappresenta il solo prodotto della società. In effetti, un adolescente potrebbe facilmente uscire da un negozio con tre o quattro prodotti della PepsiCo senza neanche rendersene conto.

PepsiCo è un membro “Premium” del  Council of Foreign Relation e del Brookings institute, due delle più importanti organizzazioni per l’elite del mondo (come visto nell’articolo  Naming Names: Your Real Government”).Il presidente e CEO di PepsiCo, Indra Nooyi, fa parte del World Economic Forum. All’interno di queste organizzazioni, i dirigenti di PepsiCo e di altre mega-società come la Sony (la più grande etichetta nel settore della musica), la Nike (il più grande venditore di scarpe nel mondo), il Rockefeller Group International, e la Lockheed Martin (la più grande compagnia di difesa nel mondo ), lavorano a fianco di diversi capi di Stato (compresi i passati presidenti degli Stati Uniti), politici (ad esempio l’attuale Segretario di Stato americano Hillary Rodham Clinton) e creatori di immagini (come Tom Brokaw e George Clooney), per sviluppare opinioni politiche, sociali ed economiche e le raccomandazioni che interessano interi paesi. Le politiche favorite da queste organizzazioni stanno dirigendo collettivamente il mondo verso un governo unificato del mondo e una singola valuta, cioè in quello che spesso è definito come “nuovo ordine mondiale„.

Le marche di PepsiCo includono: CLICCA QUI PER LA LISTA COMPLETA

La società spin-off

PepsiCo alimenta ogni giorno milioni di persone anche attraverso la sua azienda satellite, Yum!, che possiede catene di ristoranti tra cui Pizza Hut, Taco Bell, KFC, Hot n ‘Now, East Side Mario’s, D’Angelo Sandwich Shops, Chevrolet Fresh Mex, California Pizza Kitchen e Stolichnaya.

Molti dei prodotti elencati in precedenza esistono da decenni, alcuni da oltre un secolo. Qual è il segreto di un successo così duraturo? In primo luogo, la ricetta deve essere quella giusta. Come già accennato, la Nestlé ha speso più di 2 miliardi di dollari nel solo 2009 per la ricerca e sviluppo, che sono in gran parte utilizzati per pagare le persone in camice affinchè creino il prodotto più attraente, gustoso, avvincente e, naturalmente, il più economico possibile. Le proprietà di dipendenza del sale, dei grassi, dello zucchero e altri prodotti chimici sono ben note ai ricercatori; questi alimenti trasformati contengono una miscela accuratamente calcolata di prodotti chimici e additivi che inviano segnali di “soddisfazione” al cervello, che poi il cervello continua a cercare sotto forma di bisogno. Tuttavia, ci sono innumerevoli imprese che vendono prodotti simili. Così, al fine di mantenere i consumatori di ritorno al loro specifico marchio, le aziende investono miliardi di dollari nel secondo segreto del loro successo: la “fedeltà alla marca”,realizzata attraverso il marketing e la pubblicità.

Pubblicità Irrazionale

Mentre l’obiettivo finale di una pubblicità è quello di vendere un prodotto,le società di PR vi diranno che esse stanno cercando di andare ben oltre la vendita a buon mercato. La loro missione è quella di creare un legame emotivo con il prodotto, un concetto che è totalmente irrazionale, ma estremamente efficace. Non vogliono solamente che apprezziate il prodotto,ma vogliono che vi identificate con esso. Stanno cercando di avere clienti fedeli per tutta la vita con la creazione  di un’immagine, uno stile di vita e anche una filosofia intorno a un prodotto. Prendiamo ad esempio la pubblicità del Miracle Whip :

Mostrando persone che festeggiano e corrono sulla spiaggia, la pubblicità tenta di creare una associazione tra il prodotto e l’essere giovane, fresco, trendy e ribelle. Annunci come questi sono meticolosamente calcolati per raggiungere una particolare popolazione demografica e per generare emozioni specifiche all’interno di questi spettatori. Per raggiungere questi obiettivi, esse si basano su approfondite ricerche sul comportamento umano.

“Nessun gruppo di sociologi può accostarsi minimamente alle squadre pubblicitarie nella raccolta e nella elaborazione dei dati sociali sfruttabili poi dalle aziende. Le squadre pubblicitarie hanno miliardi da spendere annualmente per la ricerca e la sperimentazione di reazioni, e i loro prodotti sono accumulazioni di materiale magnifico sulla condivisione delle esperienze e sentimenti di tutta la comunità “.

- Marshal McLuhan, The Extensions of Man

Per vendere la fedeltà alla marca ad uno spettatore attraverso uno spot televisivo, le argomentazioni razionali / logiche hanno effetti limitati. Gli annunci più efficaci e di successo sono in grado di bypassare il pensiero razionale (quando un argomento può essere accettato o rifiutato) e toccare direttamente nel subconscio dello spettatore, attraverso i suoi istinti, paure o insicurezze.

” E ‘con la conoscenza dell’essere umano, le sue tendenze, i suoi desideri, i suoi bisogni, i suoi meccanismi psichici, i suoi automatismi così come la conoscenza della psicologia sociale e della psicologia analitica, che la propaganda affina le sue tecniche. ”
- Propagandes, Jacques Ellul (traduzione libera)

Per illustrare questo, diamo un’occhiata a due pubblicità di prodotti rivolti ad un mercato importante: le madri.

Pubblicità irrazionale: vendere alle mamme

Per gli uomini del market, le madri sono un sogno. Hanno un enorme punto debole: i bambini, soprattutto quelli loro. Questo amore per i bambini non è razionale: l’istinto materno è uno dei riflessi più primordiali e ormonali dell’umanità.Attraverso l’utilizzo di gruppi di ricerca, i pubblicitari hanno imparato i modi più efficaci per ottenere le reazioni delle mamme e creare annunci mirati che le fanno sentire preoccupate, commosse, spaventate, arrabbiate o turbate. Una volta che il bersaglio è nello stato emotivo voluto, il prodotto viene presentato come la risposta a tutto. Ecco un esempio:

Così questo annuncio vende farina. Se fosse razionale, avrebbe descritto i migliori vantaggi di questa farina rispetto alle altre (il che è vero) o forse il suo costo vantaggioso. Così non è. E va dritto alle emozioni. Per raggiungere efficacemente il proprio pubblico, l’annuncio non parla affatto della farina, ma di amare i propri figli. La verità è che la pubblicità attinge nella paura viscerale della madre di essere considerata “un cattivo genitore”.

Ecco un altro annuncio rivolto alle madri.

Siete rabbrividiti a guardarlo? Nulla ha senso. Prima di tutto, sottolineiamo l’ovvio: se questo fosse accaduto nella vita reale, la maggior parte degli studenti universitari sarebbe veramente incazzato. Questo sarebbe un discorso più realistico:

“Ciao mamma. Ho ricevuto il tuo pacchetto … Perché mi hai mandato il burro di arachidi? Io non capisco … Sei consapevole del fatto che posso comprare il burro di arachidi anche qui, giusto? Allora perché me lo mandi? Sai cosa gli hanno mandato a    Jenny i suoi genitori? Trecento dollari!. Io che ricevo? Che ca**o me ne faccio con il tuo burro di arachidi?! ”

In conclusione

Perché ci si dovrebbe preoccupare di quale società vende il prodotto? In primo luogo, è una questione di salute. Quasi tutte le centinaia di prodotti citati in questo articolo contengono ingredienti tossici, quantità eccessive di grassi saturi e di additivi come MSG, High Fructose Corn Syrup (HFCS), mercurio e / o aspartame. Queste sostanze, e molte altre come loro, sono velenose per il corpo, il sistema nervoso e il cervello (come discusso in questo articolo Dumbing Down Society: Food, Beverages and Meds ). I cibi elaborati stanno rendendo tutto il mondo più grasso, più malato e più scemo, anche se solo poche imprese li producono. E ‘fondamentale conoscere e riconoscerle … in modo da poterle evitare. E ‘anche importante riconoscere le tattiche di marketing di base che vengono usate per spingere i consumatori ad acquistare prodotti alimentari trasformati.

La questione comunque è molto più grande della salute individuale. Essere a conoscenza delle imprese che vendono il cibo significa essere a conoscenza di importanti attori dell’elite mondiale. Come dice il proverbio ” controlla il cibo e controlli la gente”. Se credi che sia importante conoscere la verità circa la struttura di potere del mondo, è fondamentale conoscere queste aziende e capire la loro vasta diffusione in tutti i settori della nostra società globale. Essi possono anche  ”solo” vendere cibo, ma il loro potere e la posizione da a questi conglomerati un ruolo attivo nella governance mondiale, includendo l’ economia, la politica legislativa e anche le forze militari (secondo voi chi rifornisce le mense militari?). Le tre grandi multinazionali insieme ad altre come loro ,fanno parte della definizione delle politiche delle organizzazioni “think tank” come il Council on Foreign Relations e il Gruppo Bilderberg, che servono come il vero motore del cambiamento globale. La PepsiCo dovrebbe avere voce in capitolo nell’invasione di un paese come l’Iran? Beh, sì. E ogni volta che si compra una Pepsi o un sacchetto di Doritos o una brocca di Tropicana, li si aiuta a  diventare più ricchi e potenti. Per fortuna, però, c’è un modo facile per smettere di sostenere queste imprese: Basta sostituire i prodotti trasformati che acquisti da queste società con alimenti freschi acquistati dalle imprese locali. Potrai migliorare la salute e l’economia locale, ma soprattutto, potrai anche diventare il peggior incubo dell’ élite: un consumatore razionale.

LINK Irrational Consumerism (or The Few Companies Who Feed The Word)

TRADUZIONE: Cori In Tempesta

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