Orti collettivi o condominiali, didattici o per famiglie, circondariali e ospedalieri.Secondo l’Istat sono 44 i comuni capoluogo che, per sottrarre all’abbandono e al degrado superfici urbane incolte, hanno previsto tra le modalità di gestione delle aree verdi gli orti urbani: il 72 per cento delle città del Nord-Ovest (la maggior parte dei capoluoghi piemontesi; tutti quelli lombardi, tranne Monza), poco meno del 60 per cento e del 41 per cento rispettivamente nel Nord-Est e nel Centro; nel Mezzogiorno a Napoli, Andria, Barletta e Palermo.

“Orti in Festa” è la campagna dedicata all’orticoltura urbana che ha visto per il secondo anno consecutivo i volontari di Legambiente impegnati nel fine settimana del 21 e 22 giugno.

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“Orti in Festa” è anche l’occasione per ricordare che la legge n.10 del 14 gennaio 2013, ‘’Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, lancia ai comuni un chiaro segnale affinché adottino standard del verde negli strumenti urbanistici per favorire la creazione di cinture verdi intorno alle aree urbane, oltre all’incremento del patrimonio arboreo per potenziare l’assorbimento di anidride carbonica. La normativa, inoltre, vara una serie di azioni tra cui, finalmente, la tutela degli alberi monumentali e la creazione di giardini e orti. Le amministrazioni, attraverso l’assegnazione degli orti urbani e sociali, possono dunque recuperare spazi pubblici con finalità sociali e di miglioramento del paesaggio urbano, valorizzandone il concetto di bene comune (fonte: l’articolo completo è su adnkronos.com).

Fonte: http://comune-info.net/2014/06/44-capoluoghi-per-gli-orti-urbani/

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