Di Antonio Pani

Nuoro settembre 2011

“Più la notte è buia più l’alba si avvicina” (letto “in rete”). La profonda crisi socio-economico-monetaria che ci avvolge, con il suo pesante mantello nero, fatto di incertezza e d’angoscia, sembra richiamare il concetto sopra esposto. Questo breve cenno è fatto di riflessioni che, nel loro piccolo, vogliono “raccontare” ancora una volta di ciò che accade, con un “taglio” fatto di osservazioni e suggerimenti. Potrà sembrare strano ma, esattamente come nel dopoguerra, assistiamo a un “azzeramento generazionale”.

Io lo definirei con queste parole: per la prima volta, dopo tanto tempo, noi, i nostri genitori e i nostri figli, ci incamminiamo mano nella mano, verso un futuro che non c’è più.
Nonostante tale condizione sia “tragica”, non deve sorprendere che, nello stesso momento, sia anche un elemento fondante di speranze e possibilità.
Si pensi, per esempio, all’opportunità di aumentare ampiezza e spessore delle condivisioni in ambito familiare; questa permetterebbe/agevolerebbe l’incontro fra “grandi e piccoli”, con conseguente rafforzamento della famiglia che, come sappiamo, è il primo nucleo di aggregazione sociale.
Con persone maggiormente coinvolte in problemi che (ahimè) non possono essere “schivati”, forza di volontà, spirito di sacrificio, solidarietà, disponibilità e impegno assurgerebbero a baluardi della dignità umana.
Non è poco.
L’approccio nei confronti del nostro “vivere quotidiano” muterebbe radicalmente, svelando realtà artatamente offuscate.
La diffusione e la ricerca del sapere, soprattutto di quello “qualificato”, sarebbe agevolata sia dai nuovi “canali di dialogo”, sia dall’urgenza di “risalire la china”.
Tuttavia quest’ultima “operazione” si presenta davvero ardua e di non rapida attuazione.
Troppa gente, infatti, attende che qualcun altro rimedi a tutto, magari lo “Stato protettore e salvifico” (1), dimenticandosi che esiste, ed è sempre valido, questo famoso detto: “chi fa da se, fa per tre”.
A questo punto è possibile “tracciare” un secondo importante solco riguardo alle prospettive: quello della qualità.

In un mondo “usa e getta” (2), sminuito nei suoi valori più elementari, persone che si vogliono bene e che dialogano efficacemente fra loro, possono, devono e riescono a “vedere” finalmente quanto sia importante l’aspetto “qualità”, inteso a 360°.
Un nucleo familiare unito, sensibile e attento (3), è un’ottima base per creare forme lavorative e/o associative efficienti, tramite le quali è possibile concretizzare beni e servizi con elevati standard qualitativi.
A modesto parere di chi scrive, ora più che mai, sono maturi i tempi per spendere qualcosa in più al fine di ottenere una “contropartita” ad alto valore.
Pertanto, chi oggi decidesse di “attivarsi alacremente” per fornire e garantire la qualità del proprio bene/servizio, si troverebbe sulla giusta strada, poiché incontrerebbe una “fertile” domanda.
Tali meccanismi correlati all’azione umana hanno bisogno, tuttavia, di essere supportati da un sistema economico e da una moneta sani.
Un grosso passo in avanti sarebbe rappresentato dall’eliminare l’attuale “moneta FIAT” (4), (cioè denaro creato dal nulla), adottandone una “poggiata” su una risorsa/bene reale che ne garantisca e preservi il valore.
Tale garanzia, ben potrebbe essere fornita da un ritorno ad uno standard monetario basato su oro o argento, tipo “Gold standard” (5), sistema che prevedeva di convertire in oro sonante tutte le promesse di pagamento fatte, le quali erano costituite da ricevute (prima) e carta moneta – banconote (dopo).
Nel mondo economico di oggi, purtroppo, sono rimaste solo promesse prive di tutela, se non quella fornita da una “fiducia istituzionale deviata”, che continua a tradire coloro che ad essa si sono affidati.
E’ indubbio, infatti, il “crack” economico e sociale che si trova davanti ai nostri occhi. La ricetta, quindi, pare essere sempre la stessa: amore, disponibilità e impegno.
Ciò che ciascuno di noi dovrebbe fare è acquisire conoscenze qualificate, affrontando quest’avventura con intraprendenza e giusto vigore.
Si tratterebbe, in pratica, di non fermarsi alla “buccia della caramella”, ma di scoprirla e assaggiarla, così da poterne valutare personalmente il sapore.
L’esperienza diretta è maestra di vita, d’altronde: “chi fa da se…” .
Elenco delle Fonti / riferimenti:
(1) “Lo Stato protettore e salvifico“, felice definizione trovata nell’imperdibile “Cosa è il denaro”, Capitolo 16), libro dello scrittore Gary K. North, tradotto e pubblicato in Italia dalla “Associazione Culturale Usemlab, – Economia e Mercati”;
(2) Cooptazione dal “vivere mordi e fuggi”, da me citato nell’articolo: “Sorridi, è una foto economica”, pubblicato, fra gli altri, su http://santaruina.splinder.com/post/24407413/sorridi-e-una-foto- economica;
(3) Sull’importanza e il peso dell’apprendere, in ambito familiare e non solo, si leggano fra gli altri: “Imparare facendo” di Maurizio Blondet, www.effedieffe.com e anche “Le sette lezioni” di John Taylor Gatto, due scritti di qualche pagina facilmente reperibili in rete
(4) Moneta a corso legale, di fatto stampata dalle banche centrali e priva della copertura di alcun bene reale;
(5) Si veda anche Wikipedia, “standard aureo”; per una completa e accattivante trattazione sull’argomento si suggerisce anche www.usemlab.com.

Da Stampa Libera

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